• Ottenove Blog Alessia Antonucci

Biografia

Il penultimo giorno di dicembre di tanti tanti anni fa, ho fatto riunire i miei nonni paterni e quelli materni, zii e amici vicino a una culletta in una clinica di Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza. Mamma sorrideva, papà pure. Non si hanno orari certi sulla mia nascita ma tutti ricordano il primo capodanno con me: panettone, spumante e urla (le mie) che salutavo il nuovo anno tra neonati e pancioni.
Sul nome mi è andata bene: mamma era indecisa tra Alessia e Anastasia. In ogni caso aveva già segnato un percorso che mi avrebbe condotto al mondo slavo e alla Russia con amore. Coccolata e viziata, dicono fossi terribile. Con la nascita di mio fratello e poi di mia sorella le cose sono cambiate. In meglio per loro! Anche per me, perché nella mia famiglia ripongo tutto, in quel nido trovo da sempre il mio essere, il mio sostegno, la mia forza.
Facendo un bel salto in avanti, la stessa cricca (con amici ristretti) si è ritrovata alla mia seduta di laurea a Roma: in un’aula della Sapienza piena di libri e con poche sedie, una valanga di parenti ha lasciato a bocca aperta la commissione. Discutevo in russo la mia tesi su Nina Berberova, e mia nonna rassicurava mia madre sul mio accento e sulla fluidità del discorso (poveraccia, l’avevo tenuta sveglia dall’alba a interpretare la parte del presidente. Diceva che l’aveva imparato a memoria quel discorso!). Poi lacrime di gioia, fiori (non ne ho mai più ricevuti tanti) e risate. E il pranzo per brindare alla mia laurea in Lingue e Letterature straniere (russo e tedesco), e un futuro con il quale fare i conti, anche se ubriaca di vino e gioia.
Non ci ho messo poi tanto a decidere di tornarmene in Calabria. O meglio, a Cittadella del Capo, frazione marinara di Bonifati, un paesino della Riviera dei Cedri, che s’impigrisce d’inverno e tenta di svegliarsi d’estate. Ho lavorato in un albergo e dopo anni ho ripreso a farlo, occupandomi degli stranieri; in una casa editrice; a scuola; in un centro per traduzioni. Intanto seguivo i passi della mia gavetta nel giornalismo, collaborando con varie testate e riviste. Ed è vita! Sono iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Calabria, e cammino per cercare notizie.
Dal 2011 scrivo per Gazzetta del Sud; svolgo il ruolo di addetto stampa per alcuni eventi e associazioni. Ma, come tutti sanno, di giornalismo non si campa, così ogni giorno ci si inventa qualcosa; si valutano le occasioni e si prendono decisioni. Si cerca di non crollare ma di guardare oltre l’orizzonte, perché la speranza tieni in piedi i vivi.
Sono innamorata del mare, delle conchiglie, delle tartarughe. Divoro libri e scrivo, coccolandomi sempre con tazze di tisane. Mi emoziono davanti ai quadri di Chagall e Mirò. Sogno di andare in Provenza e di fare la ruota in un campo di lavanda.