Alessandra Saraco, l’eleganza del Soutache

Alessandra-Saraco-artigiana-gioielli-Soutache

Può una strada fermare un percorso e farne iniziare un altro? Ciottoli dopo ciottoli, può far scoprire che la vita, quella che sognavamo da piccoli ma che tanti ostacoli ha trovato, è dietro l’angolo?

O meglio, davanti a una vetrina? Sì, almeno così è stato per Alessandra Saraco, artigiana di Lamezia Terme, che mi porta in un mondo cucito con aghi, fili e perline colorate.

Per entrare la parola magica è “Soutache”.

“Avevo perso il lavoro. Ero disorientata e spaventata. Un giorno d’estate, ero con mia sorella ad Amantea per un giro. Mi sono fermata davanti a una gioielleria: immobile ad ammirare bracciali e orecchini molto particolari. Erano gioielli in Soutache. Ho iniziato con questa tecnica e non mi sono più fermata”.

Vieni con me!

Soutache: come creare accessori moda eleganti per le donne

Bracciale a fascia con cristalli

Che cos’è il Soutache? Alessandra mi spiega come con questa tecnica di tessitura, nota anche come “Spiga russa”, crea gioielli eleganti, originali, unici. Con ago e filo, cuce intorno alle piattine di tessuto (o fettucce di Soutache) delle perline, pietre e cristalli.

Ci vuole molta pazienza, tempo e precisione.

“Era un’antica tecnica usata per decorare le casacche militari e gli abiti degli Zar. All’inizio tutto sembrava difficile, ma la mia vena creativa, tenuta per troppo tempo chiusa, era assetata”.

Così Alessandra ha cominciato a seguire diversi tutorial sul Soutache per imparare. Lavorava anche di notte per cercare la perfezione, per apprendere il più possibile. “Ho comprato le piattine per realizzare i primi accessori moda con il Soutache. All’inizio si vedeva il filo: non erano perfetti.

Ma col passare del tempo e la pratica con questa e altre tecniche di tessitura, i lavori sono migliorati. Sono soddisfatta. Non mollo mai, anche perché finalmente in Calabria ho trovato il mio posto nel mondo”.

Adesso spedisce in tutta Italia e persino in Russia, la patria del Soutache. Una bella soddisfazione, non trovi?

Gioielli artigianali: tecniche Soutache, Embroidery e Peyote

Ciondoli soutache

Quando Alessandra Saraco crea i suoi gioielli in Soutache, Embroidery e Peyote, è come se quelle strade, ancora una volta, si ricongiungessero nel suo studio. Qui, tra perline, fili, pietre e cristalli assembla ogni accessorio moda.

Ha persino una lente d’ingrandimento – le perline per la tessitura col punto Peyote sono minuscole – e una luce particolare per cucire e creare questi monili.

I suoi gioielli sono luminosi, colorati, raffinati. I colori che usa mettono armonia, danno calore, l’energia giusta per sentire quanto lavoro c’è dietro ogni bracciale, ogni ciondolo, ogni spilla che realizza a mano.

Credo che il gioiello debba illuminare in modo elegante. Punto molto sui colori che mostrano il lato allegro, luminoso anche nelle giornate grigie”, mi racconta con la sua voce delicata.

Per realizzare i suoi gioielli artigianali, Alessandra usa più tecniche insieme: “Unirle è la parte più bella. Per ogni gioiello scelgo i colori (se su commissione, la scelta dipende dal cliente, anche se per lo più si lasciano consigliare); le piattine da mettere intorno; quali cristalli, perline e pietre usare; quale forma è meglio di un’altra”.

In Calabria ho ritrovato la strada e sono rinata

Bracciale all'uncinetto

Da quando ha finito le scuole medie, è come se Alessandra avesse chiuso in una valigia la sua creatività.

“Mi sono iscritta al Liceo Classico anche se volevo fare l’Artistico. Stessa cosa per l’università a Roma: l’iscrizione a Giurisprudenza ha soppiantato la voglia di seguire Psicologia. Alla fine ho mollato l’Università e iniziato a lavorare in un grande ente pubblico.

Appena ho firmato il rinnovo di contratto, però, ho sentito qualcosa dentro. Dopo poche ore, ho fatto le valigie e me ne sono tornata in Calabria. Senza lavoro, senza nulla. Il mio capo l’indomani rimase di stucco. Mi disse di ripensarci, ma ormai avevo scelto”.

A Lamezia, Alessandra trova un impiego, ma poi va in cassa integrazione. Ecco arrivare a quel giorno ad Amantea con sua sorella. E riprendere quella valigia lasciata nella mansarda di casa. “La Calabria mi ha dato l’input perché ho dovuto ricominciare. Creare gioielli è nato come un hobby, adesso è un lavoro. Mi sono lanciata e mi sono fatta conoscere sui social.

Ma soprattutto conosco meglio me: quando creo, tutti i pensieri spariscono. È un mondo fatato che mi allontana dalla monotonia, dai problemi che abbiamo tutti. Ogni volta rinasco”.

Alla fine di questo bel viaggio con Alessandra Saraco

Ciondolo spilla con matrioska

Alessandra, quando ha lasciato il lavoro a Roma e invertito la sua strada, si è sentita dire la fatidica frase “Chi te l’ha fatto fare”. Un interrogativo che si unisce al punto esclamativo, rafforzando quell’abitudine, anche se spesso senza malignità, di non rispettare le scelte. Di dare qualche consiglio non richiesto.

Come Marika Greco, Daniela Rossini, Gloria Solferino ha cambiato vita, sovvertendo tutto. Ed è felice.

L’ha fatto in Calabria, dove la maggior parte crede che non si possa creare nulla di buono.

Anche quando qualcuno definiva i suoi bracciali “da bancarella”, questa artigiana non ha mollato. Dimostrando che con la tenacia e la passione si arriva ovunque.

Ma soprattutto ogni volta che finisce un bracciale, una collana o qualsiasi gioiello in Soutache, quella resilienza tocca le corde del padre di Alessandra, “il mio più grande ammiratore. Adesso sa che questa è la mia strada. E quanto mi illuminano i suoi occhi, neanche lo immagina”.

Perché anche se andiamo lontano, strada facendo, chi ci conosce bene è sempre chi ci sta vicino. Nel cuore. Da sempre!

Ottenove

 

10 commenti
  1. Carmen
    Carmen dice:

    Complimenti Alessandra ….rinascere e vivere il proprio sogno è la cosa più bella del mondo.
    Le Sue mani hanno un dono che con il tempo ha saputo ascoltare.
    E grazie a te alessia che ci fai scoprire queste persone preziose.

  2. Massimiliano Fabiani
    Massimiliano Fabiani dice:

    Meravigliosi!
    “Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista.”

  3. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Cara Alessandra,
    non avevo dubbi la conoscessi. Tu che sei così brava a creare non solo dolci!
    Grazie a te.
    Di cuore,
    Alessia

  4. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Rinascere e vivere, che bell’osservazione cara Carmen.
    Grazie a te di seguire il bello che c’è in Calabria, anzi di farne parte.
    Abbracci,
    Alessia

  5. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Ciao Massimiliano,
    benvenuto su Ottenove. Mani, testa e cuore… che bel mix vincente.
    Abbracci

  6. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Cara Alessandra,
    ancora grazie a te per avermi aperto le porte del tuo mondo fatato, luminoso e raffinato.
    Abbracci
    Alessia

  7. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Grazie a te cara Angela.
    Concordo: le creazioni di Alessandra sono meravigliose. <3
    Abbracci,
    Ale

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