Dall'Ecuador il miglior cacao sostenibile

Cabosse di Cacao ecuadoregno

“Se dovessi finire qui la mia avventura, sono felice di quello che ho fatto in questi anni in Ecuador.

Cinque associazioni ecuadoregne di coltivatori e produttori di cacao pregiato sono adesso identità che vivono in forma organizzata.

Non negoziano più in ginocchio con intermediari e vivono dignitosamente del loro lavoro. È quel che volevamo: produrre il miglior nettare degli dei, che rispecchiasse la filiera sostenibile con le tecniche tradizionali e il rispetto ambientale”.

Mentre parla, Gaetano Servidio ha gli occhi che brillano: questo uomo sorridente di Bonifati (Cs), arrivato 13 anni fa in Ecuador per un progetto di cooperazione internazionale allo sviluppo di una Ong, certo non pensava di diventare nella vita imprenditore di cacao.

Ma si sa: le strade sono imprevedibili e la vita premia chi sa sognare, sperare, credere.

Se forse pensi a un’impresa qualsiasi, beh rimarrai felicemente sorpreso.

Così ti meraviglierai per la sua vita in Ecuador.

E, dulcis in fundo, sognerai per il suo amore italiano conosciuto a Quito: Simona De Filippis, diventata sua moglie, “così paziente per le mie lunghe assenze ma fiera di me da capire che nella vita sono davvero un ragazzo fortunato”.

Che ne dici… partiamo?

La produzione di cacao sostenibile parte dal valore umano

A sei ore di fuso orario dall’Italia, ci ritroviamo in una videoconferenza a salutarci e a ridere come facciamo di solito per le strade della nostra Cittadella del Capo (come capita con l’artigiana Pamela Rinaldi e altri amici).

Sì, perché un altro particolare di questa storia è racchiuso in un’amicizia più che ventennale con Gaetano, seminata nell’adolescenza e da allora in continua fioritura.

Ecuador: cacao sostenibile a Mediania

Gaetano Servidio nella comunità di Medianía

“Sei anni fa avevo appena finito una lezione di cooperazione allo sviluppo internazionale. Salutato i miei studenti, stavo per lasciare l’aula quando mi ritrovo davanti un gruppo di agricoltori di cacao. Avevano viaggiato una notte intera per raggiungere, dalla zona costiera, Quito: solo per venire a parlare con me”, ricorda Gaetano.

Si emoziona a pensarci: tutto è iniziato da lì.

Li ha riconosciuti uno a uno. Nel 2012 erano stati beneficiari dei progetti dell’Acea onlus: Gaetano era capo progetto e responsabile paese, occupandosi di sviluppo rurale del cacao.

Con la semplicità delle parole e del cuore, questa delegazione di coltivatori locali gli chiede un aiuto per sganciarsi da vecchie logiche e produrre il “nettare degli” dei dignitosamente. Gli dicono, anche, che non sanno come pagarlo, ma che vogliono davvero imparare.

“Posso aiutarvi solo nel fine settimana. Facciamo in modo che questo aiuto diventi un’impresa, qualcosa di concreto. Prima, però, dobbiamo diventare valore umano. Così ho iniziato un lavoro non tangibile di valorizzazione del talento umano, con corsi nei fine settimana per riuscire a creare delle identità associative”.

Cos’è Coacao, l’impresa che tutela ogni coltivatore locale

Ogni giovedì Gaetano parte da Quito per raggiungere Esmeraldas, una delle 24 province dell’Ecuador. Qui ha avviato il progetto per produrre varietà autoctone ecuadoregne del cibo degli dei.

Così, nel giugno del 2015 nasce l’impresa di Gaetano: Coacao, acronimo di “Cooperative associate cacao dell’Ecuador”. Fa da ombrello alle cinque associazioni dell’intera provincia di Esmeraldas, con ben tre etnie integrate di coltivatori dell’Ecuador.

  • afro-ecuadoriane;
  • chachi;
  • montubios.

Nel frattempo, si stanno aggregando altri gruppi.

“Erano dei produttori individuali che lavoravano sottocosto, per intermediari. Per 3 anni abbiamo fatto lezioni, corsi, senza muovere un grano di cacao. Bisognava comprendere il valore umano, prima di quello materiale. Capire la possibilità di diventare identità per avere la sicurezza necessaria”, spiega Gaetano.

Il primo passo è stata la costituzione dell’attività imprenditoriale Coacao che, da nord a sud di Esmeraldas, comprende cinque associazioni. Queste, nei prossimi mesi, formeranno un consorzio, mentre l’impresa – che fa loro da ombrello – avrà un suo marchio che si chiamerà “Servidio”.

Cos’è cambiato in questi 3 anni?, chiedo a Gaetano, mentre qui cala la sera e a Quito i palazzi sono coperti da un manto di luce.

Erano produttori in estrema povertà. Non avevano mai lavorato in modo organizzato. Continuiamo a programmare, a studiare, perché l’improvvisazione crea vuoti. In questi anni, infatti, siamo passati, con tanti sacrifici scanditi da risate e amicizie, allo sviluppo produttivo”, risponde.

Le fasi della lavorazione artigianale del cacao di qualità

I fine settimana di Gaetano, da un po’ di anni, sono diversi.

Hanno il gusto dell’avventura e della speranza. Conditi con la pazienza e l’amore di Simona, sua moglie, che mette da parte qualsiasi apprensione per appoggiare questo sogno del marito.

Che poi è il sogno, diventato realtà, di tante famiglie di Esmeraldas.

Grani di cacao sostenibile dall'Ecuador

Fave di Cacao equo per fase post raccolta

La fase della lavorazione si amalgama con l’esperienza dei coltivatori e produttori di Coacao. Una materia prima di alta qualità perché segue tutti i passaggi, rispettando le tecniche di lavorazione tradizionale e il frutto. Ciò significa, quindi, preservare le varietà di cioccolato locale che esportiamo, il Fino di Aroma e il Criollo”.

Tutto comincia nelle piantagioni. Gli alberi di cacao regalano i loro frutti: le cabosse. Hanno la forma di limoni rugosi e dal guscio resistente.

Chi conosce bene questa coltura, sa quando è arrivato il momento della raccolta.

“L’apertura delle cabosse è straordinaria. Quando vediamo le fave di cacao custodite al loro interno, l’emozione di mesi si fa concreta. Ogni fase è seguita con la delicatezza e nel rispetto della pianta”, dice Gaetano.

C’è poi tutta la fase del post-raccolta, che comprende la fermentazione e l’essiccazione delle fave di cacao. Passaggi importanti che coprono un arco di tempo che va dai 10 a 15 giorni. Per continuare con l’immagazzinamento e il trasporto.

L’esportazione di Coacao e i soci italiani Cioccolato Maglio

Il viaggio per il Cacao sostenibile in Ecuador

Dall’Ecuador il cacao usato dall’azienda Maglio

“Un’impresa italiana ha creduto in noi: è la pugliese Cioccolato Maglio. Maurizio e Vincenzo Maglio hanno creduto in questo processo virtuoso e sostenibile che stiamo portando avanti. Ci aiutano infatti nello sviluppo del prodotto di alta qualità, usando il cacao che viene dalla filiera di nicchia sostenibile».

Ed ecco che questa azienda leccese, dal cuore del Salento, accoglie i semi della felicità direttamente dall’Ecuador.

I ricordi vanno alla prima esportazione di Coacao e a tutta l’emozione negli occhi di chi quei frutti di cacao li ha curati e raccolti con attenzione. Con gratitudine.

“Nel 2018 con il primo carico, abbiamo esportato in Italia 10 tonnellate di cacao pregiato e di alta qualità. Il Covid, quest’anno, ha rallentato un po’ le cose, ma speriamo di fare altre due esportazioni entro dicembre. Per poi iniziare a gennaio con un’esportazione al mese”.

Come riuscirci? La fortuna, racconta questo imprenditore calabrese, è proprio la copertura territoriale da nord a sud di Esmeraldas. Il periodo che produce di più compensa quello in cui si produce di meno.

Quando la filiera di nicchia fa la differenza di valore

Gaetano mi spiega che su 300 mila tonnellate di cacao esportate all’anno dall’Ecuador, il 98% è cacao ordinario.

In sostanza, il frutto che regalerà endorfine e felicità a chi addenta un pezzo di cioccolato, non rispetta i parametri di alto processo qualitativo. Né, spesso, di dignità dei lavoratori, spesso pagati a pochi dollari.

“Noi rappresentiamo quella parte di nicchia, quella percentuale che punta sulla tradizione, sulla raccolta artigianale, sull’equità e la sostenibilità. Aspetti che abbracciano ogni dimensione, prima di tutte quella umana”.

L’obiettivo adesso è affacciarsi sul mercato europeo, con un cacao di pregiata qualità e aromi variegati, particolari.

“Così, cerchiamo di arrivare ai consumatori che apprezzano e mangiano cioccolato puro al 90%. Con un sapore avvolgente e una storia, anzi tante storie da raccontare”.

Tra i prossimi progetti ce n’è uno che riguarda le donne, sempre per tutelare il valore umano: “Vogliamo aprire un secondo ciclo che punti sull’imprenditoria femminile. Non solo cacao, ma anche prodotti riciclabili”.

Viaggi di 16 ore e l’accoglienza: l’Ecuador come la Calabria

Ho tra le mani dei video che mi ha inviato Gaetano. Li ha girati in due comunità (Medianía e Cube) che ha incontrato questo week-end di fine luglio: uomini e donne, con sorrisi e mani rugose, mi avvolgono con le loro parole.

Gaetano Servidio e la moglie Simona De Filippis

Gaetano e Simona: un amore nato in Ecuador

Il progetto ancora non ha sostenibilità finanziaria necessaria. Così, da giovedì a domenica Gaetano viaggia tante ore per raggiungere i coltivatori di cacao. E poi lunedì è di nuovo a Quito per le lezioni all’Università e l’amore per Simona: in totale arriva anche a 16 ore di viaggio.

“Cambio mezzi – dall’autobus alla canoa – con l’emozione di sempre per arrivare in queste comunità che mi hanno fatto sentire a casa. Mi hanno accolto come uno di famiglia.

Viaggio tutta la notte per arrivare ad Esmeraldas e all’alba continua con un altro viaggio (solo per l’andata) fino a 7 ore per raggiungere la comunità più distante alla frontiera con la Colombia”.

Con lui ci sono sempre Mariela Quintiero e Luis Añapa: collaboratori, amici, parte della famiglia di ecuadoregni che hanno creduto in questo progetto da subito (ascolta nel video il loro saluto e come dicono foramalucchiu!).

Quando gli chiedo se parla della Calabria con i coltivatori e produttori di cacao, mi sorride.

“Parlo sempre della mia terra. Ribadendo che anche io sono abitante del Sud del mondo. Terra povera ma ricca di cuore e di intelligenza”.

I sorrisi dall’Ecuador e i regali che non ti aspetti

Cosa ho imparato da questa avventura?

Che in ogni angolo del mondo ci sono persone che non si danno per vinte. Che stringono i denti, credono in un sogno e faticano per realizzarlo.

Anche quando vanno controcorrente, segnando la differenza.

La collaborazione e il sostegno non sono forme passive, ma tracciano nuovi modi di concepire la vita, nel pieno rispetto dell’altro, nella sua valorizzazione.

Che non punta a fare milioni di soldi, ma a produrre qualità e tutela di ogni essere umano.

“Ho sempre fatto il tifo per i più deboli, nella vita come nello sport.

Perché dietro quel lato di invisibilità, di semplicità, di umiltà si nasconde un valore di ribellione, di unione, di forza di volontà pronta a esplodere.

Che, in qualunque momento, fa la differenza. La passione alimenta il sogno, ma la forza di volontà lo rende perfetto”, mi dice Gaetano.

E io, piccola collezionista di belle storie, mentre chiudo questo articolo penso a quanto il mondo debba essere grato a queste persone. Che, come il cioccolato, donano momenti intensi di felicità.

L’ultimo commento deve essere approvato.
18 commenti
  1. Ida
    Ida dice:

    Che emozione l evoluzione di un grande progetto, partito da zero e portato avanti con tante difficoltà.
    Solo l amore e la passione portano i bei risultati che sono già arrivati e quanti ne verranno ancora…..MERITATISSIMO…..bravo GAETANO SERVIDIO e tutta la tua comunità che ti segue con altrettanta partecipazione e FIDUCIA.
    Un caro e affettuoso saluto
    Ida De Brasi

  2. Federica
    Federica dice:

    E niente… Ho finito l’articolo con gli occhi annebbiati da emozioni forti… Grande Gae che ancora una volta mostra le sue doti di umanità oltre che di capacità personali in un luogo così lontano, anche se mi piace pensare non poi così tanto nell’animo dei suoi abitanti… E grande anche Ale per offrirci la possibilità di leggere questa e altre bellissime storie. Ma questa, non volermene, per me ha un valore speciale… ❤️

  3. Genius
    Genius dice:

    Come sempre brava Alessia!!!
    Capace di scrivere col cuore e farne sentire al lettore i battiti…
    Gran bella storia che, ne sono certo, avrà una ancor più positiva evoluzione che necessiterà di altre puntate di aggiornamento. 😉
    Grandissimo Gaetano, esempio di determinazione per tutti!!!

  4. Gaetano
    Gaetano dice:

    Ciao Alessia,
    ci sono tanti modi per iniziare a scrivere…..in questo momento non me ne viene uno, o meglio uno si Grazie! Peró credimi non ho fatto ancora niente e nei tanti post che stiamo ricevendo e i tanti complimenti che sto ricevendo divento rosso in faccia. Peró una cosa voglio dirtela, tutto cio´che stiamo realizzando non sarebbe stato possibile, senza gli insegnamenti di tutte, tutte, tutte le persone a me care che da un angolo di paradiso mi proteggono e gioiscono…a mia zia Anna che mi ha insegnato a leggere e scrivere, quando ancora bambino la mia mente era sempre lontana dai banchi di scuola per una continua dispersione all’attenzione. Grazie a tutte le persone silenziose, che con coraggio ed umilitá vivono con grande ricchezza di spirito le avversitá e i lavori piu umili della vita senza mai perdere il sorriso, a chi con coraggio non ha abbandonato la nostra terra, alla fine io sono un vigliacco….ci vuole piu coraggio a resistere che ad abbandonare la propria terra. Questo momento é solo una nuova ripartenza e i miei pensieri sono per tutti loro…punti di riferimento e modelli di vita e di eroismo invisibile!
    Grazie

  5. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Cara Marta,
    dici bene. In questi giorni ho seguito quel che fa Gaetano assieme alle comunità di Esmeraldas. Visto quei dati sull’esportazione di Cacao ordinario? Da mettere i brividi. Uomini e donne sottopagate. Lì ho pensato: che responsabilità abbiamo noi consumatori, che acquistiamo senza considerare questi aspetti?
    Ti lascio con questa domanda, oltre a ringraziarti per tutto.
    Ottenove

  6. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Ciao Ida,
    tu hai visto questo progetto partire da zero. Io l’ho scoperto da poco. Eppure, in questi giorni, tra call e messaggi con Gaetano, ho toccato con mano la sua forza e quella dei suoi amici. Ho scritto nell’articolo: l’Ecuador come la Calabria, perché lì ha trovato braccia aperte ad accoglierlo, a proteggerlo.
    E mi sono chiesta: che consumatrice poco attenta sono. Sì, perché presa dagli sconti, non sempre presto attenzione a queste dinamiche che si nascondono dietro una tavoletta di cioccolata.
    Anche per questo, Coacao e la cacao sostenibile dell’Ecuador che Gaetano e le cinque associazioni esportano, sono da sprono per cambiare modo di vivere.
    Abbracci

  7. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    E niente… se non fosse stato per quella chiacchierata in terrazza con te, mi sarei persa una gran bella storia da raccontare.
    Un’esperienza da vivere con Gaetano e i suoi amici ecuadoregni, con Simona e con le tante persone che appoggiano questo progetto.
    Famiglia non è dove c’è casa. Famiglia è dove c’è amore.
    Capisco il valore speciale che questa storia ha per te!
    Grazie di cuore.
    Ottenove

  8. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Grazie infinite Ge,
    anche per questo commento che parla di stima e di affetto.
    Ti abbraccio forte e ti aspettiamo qui a mare.
    Ottenove

  9. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Caro Gaetano,
    fai bene a ringraziare chi ti ha donato e ti dona tanto. Da tua zia Anna a tutti i tuoi cari.
    Fai bene a dire che le persone silenziose hanno una grandezza d’animo e di spirito: sono quelle che lavorano sodo, senza luci della ribalta.
    Non concordo sul fatto che sia più difficile restare in questa Calabria. Certo, toglie tanto: ma guarda che ha fatto con te! Ti ha dato l’amore, l’esempio, l’umiltà. E tu ne hai portato un suo pezzetto in Ecuador.
    W la ripartenza e tutti i tuoi amici di Coacao.
    Abbracci a te e a Simona.
    Continua il sogno,
    Ottenove

  10. TONINO
    TONINO dice:

    😉✌🏻 forza Gae sei l’invidia e la forza di quello che vorremmo essere tutti noi….. vai sempre più avanti …..fortifica quel popolo fiero e pieno di dignità in bocca al lupo….🛶

  11. Luigi Iannella
    Luigi Iannella dice:

    Grande Gaetano, complimenti! Non sapevo niente di questa tua avventura ed ho visto questo articolo per puro caso perché non sono un assiduo frequentatore di facebook. Mi fa immensamente piacere vedere che con questa tua attività hai tirato fuori dalla povertà e dallo sfruttamento un po’ di persone, e spero e credo che il tuo progetto possa svilupparsi sempre di più per dare una vita dignitosa ad un numero sempre maggiore di persone meravigliose. Spero di incontrarti presto nella nostra amata Cittadella!

  12. Enzo Pagano
    Enzo Pagano dice:

    bellissima storia….storia di tutti quelli come Gaetano ( me…e tanti altri che hanno lasciato la Calabria ) che hanno raggiunto un primo obiettivo….benessere (e non parlo solamente di quello economico) per se stessi e per quelli nella propria comunità’….migliorare nella vita si può e si deve….serve molto sacrificio e dedizione…non e’ da tutti. Gaetano ne e’ la prova. forza Gaetano…e forza a tutti i “Gaetano” che facendo grandi sacrifici, hanno, o stanno, per raggiungere i loro sogni. bravo….e brava ad Alessia a raccontare queste storie

  13. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Ciao Tonino.
    Benvenuto su Ottenove.
    Grazie per le tue belle parole: vero Gaetano è lo specchio di quel che vorremmo essere tutti.
    Ci rende fieri.
    Ti chiedo: che cosa potremmo fare noi per essere sostenibili?
    Abbracci,
    Ottenove

  14. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Ciao Luigi,
    benvenuto su Ottenove.
    Una bella scoperta anche per me la storia incredibile, edificante di Gaetano.
    Guardando quel video, quelle foto che mi ha inviato ho scavato dentro di me e, con orgoglio, apprezzato ancor di più questo progetto di sostenibile di Gaetano.
    E cercheremo tutti di aiutarlo.
    Vero?
    Abbracci,
    Ottenove

  15. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Ciao Enzo,
    anche per te un felice benvenuto su Ottenove.
    Dove abiti? So che si prova ad abitare lontano dalla propria terra.
    Ma come Gaetano e come tanti altri che fanno del bene altrove, sono certa avrai impiantato le migliori radici calabre per resistere e dare il meglio.
    Di sorrisi e di abbracci.
    Gaetano sta facendo tanto per questi coltivatori di cacao: è un dono anche per lui.
    Ha trovato una famiglia, un’altra: perché nella vita non si è mai soli se si crede nella speranza.
    Abbracci,
    Ottenove

  16. simona de filippis
    simona de filippis dice:

    E, dulcis in fundo, sognerai per il suo amore italiano conosciuto a Quito: Simona De Filippis, diventata sua moglie, “così paziente per le mie lunghe assenze ma fiera di me da capire che nella vita sono davvero un ragazzo fortunato”.
    Grazie Alessia, bellissimo testo e grazie per avermi citato più volte.
    La mía parte in tutto questo è quella di aver passato e continuare a passare tanti fine settimana da sola.
    La vera forza e’ il nostro Gaetano ❤️

  17. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Cara Simona,
    benvenuta su Ottenove.
    Beh, in realtà, rispetto alle volte che Gaetano ha parlato di te, ti ho citato poche volte.
    Non credo che tu faccia poco: sei il suo sostegno. Porti pazienza (mi ha detto di tuoi week-end) e doni tanto amore.
    La vera forza siete entrambi.
    E vi auguro solo il meglio!
    Abbracci,
    Alessia

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