Francesco Schiavello: le fibre del fico d’India diventano gioielli

Architetto e designer sorianese crea monili nel rispetto della natura

La natura come fonte d’ispirazione per sperimentare e creare gioielli. Monili non fini a se stessi, bensì che coniugano al gusto estetico un chiaro messaggio etico e ambientale: quello di rispettare cielo, terra e le loro creature. Concetti, questi, che ripete con tono rassicurante Francesco Schiavello, architetto e designer 40enne di Soriano Calabro, nota cittadina della provincia di Vibo Valentia.

Francesco Schiavello: materia prima

«La passione di realizzare dei gioielli è nata per caso. Amo la natura. Sin da subito è diventata la mia fonte d’ispirazione, dei miei studi. Qualsiasi elemento in natura ha una struttura a cui un architetto può far riferimento, che può studiare, ricreare, modificare», racconta Francesco. Capisci che, il suo, è un mondo di rispetto per tutto ciò che gli accarezza l’anima. E ne resto affascinata.

Be(e) Italy

A te non costa nulla. Per me è una fonte di soddisfazione enorme.

Da anni fa da spola tra Soriano Calabro, Roma (ha uno studio d’architettura con tutti colleghi del sud Italia) e l’estero. In questo viaggio continuo c’è sempre spazio e tempo per guardare fuori, osservare il mondo e prenderne spunto. «Un giorno stavo camminando sul lungomare di Soverato e ho trovato un pezzo di fico d’India levigato dall’acqua. L’ho preso. Ne ho osservato quei filamenti ed è scattata la molla», ricorda il designer calabrese. È come se stessi guardando la scena che descrive: senti il rumore del mare, il sole caldo che picchietta sulla pelle, la salsedine. Un universo che fa trampolino all’ispirazione di Francesco, al suo studio sulle materie prime e sulle tecniche, alle ore in laboratorio, sempre con il sorriso e con la pacatezza che diventano la sua “cifra” stilistica, di vita.

Dal fico d’India al gioiello

Ha così iniziato a fare degli studi sulla lavorazione di questa pianta simbolo del Mediterraneo, del Sud, del calore. «Da ricerche ho scoperto che nessuno aveva pensato di farne dei gioielli. Era un’occasione per associare a questi oggetti un messaggio ecosostenibile», precisa Schiavello che, dopo aver affinato la tecnica, ha dato vita alla sua collezione artigianale “Opuntia Fiber”. Si tratta di gioielli in bronzo, argento, oro. Nascono dalla pianta ormai morta del frutto del fico d’India.

Lavoro artigianale

«Lo stampo per la realizzazione di questi monili si ottiene con un procedimento in gran parte artigianale. S’inizia con la ricerca nel paesaggio del Mediterraneo della fibra dalla pianta di fico d’India, che viene raccolta dopo aver percorso il suo ciclo vitale, quando ormai è morta, secca, ha trascorso la sua vita. La pianta non viene assolutamente estratta ancora verde», chiosa Francesco.

Opuntia Fiber

Raccolta la fibra si pulisce e si lavora: bisogna raggiungere il design scelto. La seconda fase è quella della realizzazione dello «stampo in cera persa delle venature delle varie parti di fibra. Si tratta di pezzi caratterizzati dall’unicità del monile, del design, perché nessuno può essere uguale all’altro». Nel suo laboratorio, dove fa convivere diverse tecniche, che vanno dalla scultura all’incisione, alla grafica, i materiali usati sono ricercati, ecosostenibili.

Rifinitura

«Nella terza fase lo stampo viene fuso, trasformando la fibra naturale in un gioiello 100% bronzo, argento oppure oro. Quindi, avviene  la rinascita di una pianta ormai morta attraverso le sue nervature che rimarranno nel tempo». In questi gioielli, apprezzati in Italia e all’estero, è racchiusa l’emozione della creazione, della natura da tutelare.

Tutto “naturale”

«Invio il mio messaggio sociale attraverso la sperimentazione», commenta Schiavello, che prima di “Opuntia Fiber” ha creato la collezione “Be[e] Italy”, incentrata sulla riproduzione del nido delle api prima riprodotto su legno di betulla, poi su argento, oro e bronzo. «Il progetto è partito da una denuncia: il numero delle api nel mondo sta calando drasticamente. Ho studiato le celle e, con programmi che usano processi digitali, ho creato una ventina di disegni, poi diventati gioielli», conclude il calabrese.

Gioielli “Opuntia Fiber” e “Be(e) Italy”, Schiavello

Foto gentilmente concesse da Francesco Schiavello

4 commenti
  1. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Vero. Il messaggio che lancia questo artista è fondamentale per il rispetto della natura e delle sue creature.
    Alessia

  2. Sara e Giulia
    Sara e Giulia dice:

    Bellissima idea dalla quale è nato un fantastico ed innovativo progetto!
    Salvaguardiamo la natura e sappiamola esaltare per la sua bellezza, inoltre difendiamo le api dalle minacce dell’uomo!

  3. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Ciao Sara e Giulia.
    Il progetto è innovativo ed ecosostenibile. Pensiamo a tutto il materiale da riciclare. Rispettando la natura.
    Grazie,
    Alessia

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