Francesco Siviglia, liutaio di lira calabrese tradizionale

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“Se fossi rimasto in Germania, a quest’ora sarei ricco. Ma qui in Calabria ho i miliardi nel cuore. Riscoprire e costruire la lira calabrese, sentirne il suo suono in festival etno-musicali e in altri paesi, far rivivere la tradizione di questo strumento sono le soddisfazioni più grandi. Mi rendono felice”.

La gioia di Francesco Siviglia, liutaio di lira calabrese, arriva tutta. È come il telefono senza fili. Ricordi? Anche se con bicchieri legati da un filo per metterci in contatto, sentivamo vibrare il cuore.

Così è successo a me: dal suo laboratorio di Bova Marina, Francesco mi ha raccontato come ha riscoperto questo antico strumento calabrese, i cui spartiti si tramandavano a voce da padre in figlio. E quanta pazienza, passione, tatto, ci vogliono per realizzare la lira calabrese.

Ti porto con me!

Costruire la lira calabrese: la scoperta di Francesco

liutaio Siviglia suona lira calabrese

Ebanista, falegname, restauratore e costruttore di mobili stile Barocco, Francesco Siviglia è conosciuto in Calabria soprattutto come liutaio della lira calabrese. Strumento di origine bizantina, la lira tradizionale calabrese era usata nella Locride, sul Monte Poro e in altre zone dell’area grecofona della Calabria.

“Accompagnava la tarantella calabrese con altri strumenti tipici come la zampogna, il tamburello, il fischiotto, la pipita, l’organetto. Negli anni Ottanta è sparita: l’ha sostituita gradualmente l’organetto. Per poi a essere riscoperta e usata grazie alle ricerche dei musicologi Ettore Castagna e Sergio Di Giorgio.

Proprio in uno stage di Castagna, ho sentito per la prima volta il suono della lira calabrese, strumento che non conoscevo. Mi è venuta la pelle d’oca. È stato amore a prima vista”, mi racconta Francesco.

Come in tutte le relazioni, però, se non ti impegni l’amore non è corrisposto.

Lo sa bene questo liutaio che nel 2007, nella sua bottega, ha iniziato a costruire con legno selezionato la lira calabrese. Ora esporta i suoi pezzi unici in tutto il mondo, proprio come Sergio Pugliesi con la sua chitarra battente!

Dalla bottega ai corsi di liuteria, ricerche e passione

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“A otto anni avevo la passione per il legno. A 14 anni sono andato dal maestro di bottega per quasi due anni. Ma poi la vita ha preso un altro corso, portandomi in Germania. Ci sono rimasto 10 anni. Dopo ho capito che era il momento di ritornare in Calabria”, dice Francesco.

A Bova Marina apre così la sua bottega per realizzare mobili artigianali. Fino all’incontro con Ettore Castagna: erano al “Festival Paleariza” (in greco di Calabria significa antica radice), evento etno-culturale-musicale che si svolge nell’area grecofona dello Ionio nella provincia di Reggio Calabria.

“Mi ha tanto invogliato, che ho deciso di costruire la lira calabrese. Sempre cercando la perfezione. Infatti, non mi sono mai accontentato: per questo ho seguito corsi di liuteria a Cremona per imparare gli aspetti tecnici e migliorare sempre”.

Questo liutaio calabrese ha capito che per perfezionarsi era importante seguire corsi ma anche i festival di musica etnica popolare calabrese. Tanto che nel 2013 Francesco crea e promuove, con la sua associazione “Area grecanica in tour”, il “Festival degli artisti”. Poi diventato nel 2019 “Euterpe Lira Festival”, evento di musica popolare dell’area grecofona con strumenti tradizionali.

Legno pregiato e corde di budello per la lira calabrese

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“Come costruire la lira calabrese? E quanto tempo ci vuole?”, gli chiedo.

Francesco prende un attimo di pausa. Poi inizia a spiegarmi tutto, partendo da un concetto importante: “Senza passione e fantasia non si può lavorare il legno. Per una lira calabrese a fondo piatto ci impiego una settimana. Per quella bombata anche 15 giorni. Per una buona tavola armonica molto dipende dalla scelta del legno”.

Per costruire la lira calabrese Francesco usa legno del posto: gelso, noce, ontano, acacia. La tavola armonica può essere di abete rosso o abete bianco. Tutto è scelto con la massima attenzione, come le numerose fasi per realizzare la lira calabrese.

Dalla scelta del legno alla stagionatura, dal disegno (marcatura) alla lavorazione con gli attrezzi del mestiere per scavare il ciocco di legno scelto. C’è poi la costruzione della tavola armonica, incollata nella parte superiore della lira calabrese.

Fino al carteggio, alla creazione dei piroli, dove si stendono le corde in budello della lira calabrese, e il ponte in mezzo ai due fori. Senza dimenticare la lucidatura, la prova e l’accordatura finale.

La sfida di Francesco Siviglia: far rinascere la Symphonia

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Nella sua bottega nella periferia di Bova Marina, Francesco crea non solo lire calabresi ma anche la Symphonia. Quando me lo dice, mi vengono in mente le parole di Marika Greco che ha provato a suonarla. “È uno strumento che risale al Medio Evo francese, usato dai valdesi. Possiamo dire che è l’antenato della ghironda, suonata dagli occitani anche in Calabria”.

Mi racconta delle sue ricerche su questo strumento, di uno schema ottenuto da un liutaio che l’ha realizzata prima di lui, e della collaborazione con Bruno Marzano, liutaio di Bosco Bovalino. “La prima l’abbiamo costruita insieme.

La Symphonia è uno strumento particolare che produce il suono simile a quello della zampogna. Solo legno e tre corde di budello o di nylon. Quando senti il suo suono, è come fossi proiettato nell’antichità”.

Parla con entusiasmo Francesco. È lì, nella sua bottega, tra lire calabresi, disegni, attrezzi del mestiere e tanta passione, questo liutaio scava nella storia musicale per ridare anima a tanti strumenti calabresi che rischiano di sparire.

Alla fine di questo viaggio col liutaio Francesco Siviglia

Francesco con la moglie Tsveti

Adesso la lira calabrese comincia a essere apprezzata e suonata anche all’estero. Così, il liutaio Francesco Siviglia realizza questo antico strumento della Calabria, esportandone esemplari unici in Europa e non solo.

Sa che artigianato significa avere pazienza e che tutto si misura con il tempo, con la passione. Nel suo laboratorio s’incontrano storie di artisti e musicisti, suoni del passato che tessono nuove armonie con il presente.

Il futuro? Sarà la riscoperta di un altro strumento tradizionale di questa terra, dove Francesco Siviglia vive con la moglie Tsveti, pittrice di icone bizantine, e Ares, il suo cane nudo cinese che gli fa compagnia nel laboratorio.

Così, ogni legame diventa complicità, amore, impegno: tutto quel che ci vuole per gli spartiti da tramandare nel tempo.

Ottenove

N.B. Non è una sponsorizzata. Grazie alla fotografa Marika Greco per avermi gentilmente concesso i suoi scatti.

6 commenti
  1. Marika
    Marika dice:

    Brava come sempre Alessia! È sempre un piacere ascoltare il racconto di Francesco e ancor di più leggerlo dalle tue parole!

  2. Antonio Sciammarella
    Antonio Sciammarella dice:

    A leggere mi sono venuti in mente gli odori del legno. Complimenti Alessia e complimenti al maestro Siviglia per portare avanti le tradizioni della nostra splendida Calabria.

  3. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Grazie mille cara Marika.
    Merito anche tuo per avermi fatto conoscere questa splendida storia e concesso le tue strepitose foto.
    Ti abbraccio forte,
    Ale

  4. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Grazie mille Anto’.
    I complimenti vanno tutti al maestro liutaio Francesco Siviglia e alla sua lira calabrese.
    Abbracci

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