Isidoro Mazzitelli: da Acquappesa a Marte

Una vita spaziale, tra missioni, viaggi e famiglia

Una grande parte di un piccolo paese calabrese è su Marte. Non c’è arrivata da sola, ma con Perseverance, il Mars Rover che da settimane fa i suoi passi sul Pianeta rosso. Un corpo in movimento, con quel braccio che raccoglie campioni e li analizza.

Proprio in quei gesti c’è la competenza meccanica, la conoscenza, la dedizione di un gruppo di ingegneri aerospaziali di fama mondiale. A guidarli un calabrese: Isidoro Mazzitelli, direttore del Product Development and Engineering Americas.

E ad Acquappesa, paese sul Tirreno cosentino dove vive la maggior parte della sua famiglia d’origine, lo sapevamo tutti che di viaggi ne avrebbe fatto Isidoro. Fino ad arrivare a Marte. E oltre.

Prima dell’atterraggio su Marte

mars-rover-perseverance

Il Mars Rover Perseverance

Detroit, mezzogiorno. Isidoro è nella sua casa con sua moglie Sonia e le piccole Sofia e Viola. È nel suo studio: da qui, per le restrizioni del Covid, ha seguito l’atterraggio di Perseverance. Collegata con lui tutta l’equipe dell’azienda che ha realizzato i cuscinetti a sfera a sezione sottile: uomini e donne che di missioni ne hanno fatte. Sono gli ingegneri aerospaziali e professionisti della più grande azienda mondiale che progetta e realizza queste componenti.

Hanno atteso, contato i minuti, stretto i denti. Trattenuto la tensione, fino a fare esplodere la gioia quando, in diretta, è arrivato il messaggio: il Perseverance è atterrato sul cratere Jazero.

Guarda un po’ la stranezza della vita: a sei ore e passa di distanza, in un sabato di fine aprile, Isidoro è in call con me. Siamo amici da sempre: forse per questo è riuscito a trovare un bel po’ di tempo per questa intervista, la prima che rilascia in italiano.

Chiedimi se sono felice?

Come è arrivato da Acquappesa a Marte

La famiglia Mazzitelli

Isidoro con Sonia, Viola e Sofia

Dopo la laurea a Pisa in ingegneria aerospaziale, Isidoro ha iniziato a lavorare all’estero. Prima un dottorato di ricerca in ingegneria meccanica alla Texas University. Poi di nuovo in Italia. Ma per poco tempo.

“Un’azienda mi fece dei colloqui. Mi voleva nel suo centro di ricerca e sviluppo in Olanda, a Utrecht. In Italia non c’erano prospettive così allettanti. E accettai. Ci siamo trasferiti nel 2011 con Sonia. Lì è nata anche la nostra Sofia”, mi racconta Isidoro. E gli si illumina il volto.

Dall’Olanda in Svezia. Valigie, un nuovo trasferimento e un nuovo incarico: nel paese scandinavo, Isidoro si occupa di sperimentazione e sviluppo prodotto. E qui la famiglia si allarga con l’arrivo di Viola. E di nuovo sbuca quella luce negli occhi.

“Dopo poco mi hanno chiesto di andare negli Stati Uniti sempre per lo sviluppo e il prodotto del settore americano di questa azienda. Non abbiamo avuto neanche il tempo di adattarci: pochi mesi dopo è scoppiata la pandemia. Ma abbiamo trovato un popolo che ci ha accolto. E degli amici che sono venuti col tempo. Come i miei conterranei del club “Calabresi a Detroit”. Pensa che a invitarmi è stata Anna Giglio, nata a Guardia Piemontese. Che strane e belle le coincidenze della vita”.

Come nascono i cuscinetti a sfera di Perseverance

panorama da Acquappesa Paese

Panorama da Acquappesa Paese (ph Luana Antonucci)

“La Nasa Jpl ha chiesto all’azienda per la quale lavoro di sviluppare dei cuscinetti. Componenti che servono a Perseverance per le sue attività scientifiche su Marte. Mesi e mesi intensi di lavoro per la progettazione e la realizzazione. Sono stati entusiasmanti ma anche estenuanti. Sai, la responsabilità è tanta”, mi confida Isidoro.

I cuscinetti nel braccio del Rover, nella trivella, nel Robot carosello e nell’altro robot che analizza i campioni di roccia, devono resistere fino ai meno 200°. Se il Mars Rover è il primo a eseguire la sperimentazione sul pianeta Rosso è merito del lavoro incredibile del team di Isidoro.

“Un piccolo errore comporta il fallimento di tutta la missione. Di investimenti. Deve essere perfetto, funzionale. Con il team, persone straordinarie, è stato tutto più facile. Con me ci sono professionisti che hanno realizzato componenti del primo Mars Rover. A distanza di anni, in loro c’è lo stesso entusiasmo, la voglia di dedicarsi anima e corpo in questo progetto. Ti garantisco che il mio merito è limitatissimo. A loro il mio grazie per quanto mi hanno insegnato”.

E l’Italia?

Casa di Mazzitelli a Detroit

Casa a Detroit

Ne sono passati di anni in cui giocavamo e ci ritrovavamo con le nostre famiglie ad Acquappesa. Credo che fino ai 15 anni non ci sia stato un Natale senza giocare a Tombola e a carte tutti insieme, un Carnevale travestiti senza scherzi nei vicoletti del Casale, abbracci e vicinanza nei momenti belli e brutti. L’aspetto straordinario di un piccolo, grande paese, che sa accogliere.

Questa crescita personale, professionale di Isidoro è legata, con un filo resistente anche oltre le temperature straordinarie di Marte, a quella familiare.

Le radici si approfondiscono dentro la famiglia. Casa è il mondo con la possibilità di essere delle persone migliori. Se mi guardo allo specchio mi sento una persona migliore. Ma c’è un rimpianto”, mi dice Isidoro.

E i ciuffi di capelli bianchi cadono sul viso del ragazzino coscienzioso di sempre. “Sento il rimpianto di non essere rimasto in Italia. Lo sento come una colpa, specie quando vedo che le cose vanno a rotoli. Tornerei per un progetto grande. Per assumermi la mia responsabilità di cambiare il mondo. È arrivato il momento?”.

La famiglia la mia missione meglio riuscita

La miglior missione di Isidoro

Sofia, Sonia e Viola

Fuori dalla comfort zone. Lontano dal mare di Calabria che tanto adora, trasmettendo lo stesso amore alle sue figlie. “Non siamo mai stati così lontani dall’Italia, dai nostri affetti, dai nostri luoghi. Con la pandemia è tutto più difficile, però con Sonia abbiamo chiesto alle bambine di fare un cartellone insieme su cosa ci tiene uniti. Colori, emozioni, parole che racchiudono il senso di persone che si amano e che vogliono crescere ovunque”.

In America i Mazzitellis si trovano bene. Isidoro, prima che scoppiasse il Covid, era spesso all’estero per lavoro. Lavora ad altre missioni, ma è top secret.

“Tutto il carico era ed è ancora adesso su mia moglie Sonia, architetto. Ha dovuto fronteggiare emergenze familiari da sola, quando io, bloccato dall’altra parte del mondo, non riuscivo ad arrivare a casa. Ce l’ha sempre fatta. Dandomi quella forza e quell’amore che alimenta tutto. Ci siamo conosciuti a Pisa e non ci siamo più lasciati. È una roccia, la miglior donna che abbia conosciuto nella mia vita”. E io mi sciolgo.

Intanto, sbuca Sofia. Era nel giardino a giocare. Le faccio vedere in diretta il mare. E il suo viso si allarga in un sorriso enorme. Così, ci diamo appuntamento sulla spiaggia di Acquappesa, a raccogliere sassi e prendere lo slancio per i tuffi. Viola, in braccio a Isidoro, ci guarda e sorride.

E quando chiedo a Isidoro se pensa che sia più coraggioso chi resta o chi parte, mi dà la miglior risposta di sempre: “Non importa dove sei. Conta che chi ha le possibilità, deve metterle a disposizione della comunità”.

Lui lo sta facendo. E io sono fiera di conoscere da sempre questa bella persona. Un uomo che è arrivato su Marte ma è rimasto coi piedi sulla terra. Ottenove 

12 commenti
  1. michele
    michele dice:

    bravo isidoro complimenti, i sacrifici, le soddisfazioni nel lavoro e nella vita, unitamente alla tua famiglia sono il successo che ti ha portato su Marte

  2. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Grazie Sister.
    Quella foto dà un tocco speciale all’articolo. Come tu nella mia vita.
    Abbracci

  3. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Ciao Michele.
    Vero: i sacrifici portano a soddisfazioni. Fiera di Isidoro perché, come scrivo nel pezzo, è rimasto umile. Abbracci

  4. Isidoro
    Isidoro dice:

    Cara Alessia, grazie infinite. Come ti dicevo ultimamente di interviste ne ho fatte un po’. Ma ti questa hai saputo condurla con leggerezza e con grazia, scavando infondo nelle radici che vanno bene al di là del mio lavoro. La hai trasformata nella intervista del cuore. Ottenove a chi sa chiedere e raccontare.!

  5. marben liguori
    marben liguori dice:

    Infiniti auguri x la tua carriera brillante…. sei una persona semplice e hai mantenuto inalterato il tuo stile di vita. Famiglia fantastica. Fiera di far parte della tua cerchia di amici.Viva Isidoro , viva Acquappesa.
    .

  6. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Caro Isidoro,
    quelle radici sono ben salde.
    Sai bene l’emozione mia nel sentire e scrivere questa storia. E’ stato come ritornare indietro nel tempo e riagganciarmi nello spazio. Complimenti a te e grazie per quei sorrisi di Sofia e Viola.
    Ottenove a chi crede.
    Abbracci

  7. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Cara Marben,
    benvenuta su ottenove.
    Ci vediamo ad Acquappesa. Intanto, mi associo a te per i complimenti a Isidoro.
    Abbracci,
    Alessia

  8. Caterina
    Caterina dice:

    Conosco Isidoro solo telefonicamente . Parlammo un paio di volte per via del mio ruolo politico di allora, ma capii da subito il suo spessore professionale e amore per la nostra Calabria! Concordo su tutto e sottolineo: e’ vero che è arrivato su Marte ma e’ altrettanto vero che è rimasto ben radicato alle sue origini! Fiera di averti conosciuto Isidoro e complimenti a chi ha scritto l’articolo, gran bel pezzo!
    Caterina Sirianni

  9. Chiara
    Chiara dice:

    Complimenti ad Alessia per l articolo ben scritto…sempre speciale!
    Complimenti ad Isidoro, grande mente, costretto a lasciare il suo paese come tanti, troppi ricercatori.
    Fantastiche le bimbe 🙂
    Allora……ci vediamo tutti al mare questa estate?!?!?

  10. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Cara Chiara,
    che bello leggerti!
    Conoscerai Isidoro: fa parte della grande famiglia di Acquappesa, che già hai avuto modo di abbracciare.
    Sì, tutti a mare con Sofia, Viola e i bambini.
    Abbracci,
    Alessia

  11. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Benvenuta su ottenove Caterina.
    Grazie per le belle parole: Isidoro è davvero un uomo umile, di talento.
    Siamo tutti fieri di lui: un sentimento che accomuna tantissime persone.
    Ci vediamo ad Acquappesa o su Marte?
    Abbracci,
    Ottenove

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