Uno, due, tre: soffia!

Un anno di ottenove. Un anno di storie belle della Calabria, di ponti che conducono alla conoscenza, all’amicizia, al rinsaldare i valori.
Un anno di coraggio raccontato da chi investe su se stesso e su questa terra; 365 giorni di porte aperte per farmi entrare in piccoli mondi, in cui c’è la democrazia delle idee, delle scelte, della voglia di non starsene con le mani in mano.
Un anno di aromi, di entusiasmo, di creatività, di barche che salpano verso splendide avventure, mai in solitaria.

Come si festeggia il compleanno di un blog? Me lo sto chiedendo da qualche giorno, amante, come sono, delle feste. Certo, sarebbe stato bello invitare per una pizza e una fetta di torta i protagonisti che hanno arricchito questo mio diario. E i lettori: quelli che mi spronano ogni giorno; la crew di amici, parenti e nuovi ganci che danno sostanza alle speranze.
Ma dove ci si poteva incontrare? A metà strada era difficile. Meglio, quindi, lungo la strada, quella dell’etere: ed eccomi qui a dire a voi tutti di spegnere insieme a me questa prima candelina.
Uno, due, tre: soffia!

Trovare l’ispirazione e lasciarsi trasportare. Assecondare quel ritmo che pulsa nelle vene, che dal cuore ti inebria l’anima, fino ad accarezzare quella piccola isola che racchiude il tuo essere. Il 3 gennaio dello scorso anno, ho iniziato a non sentirmi più come una barca in mezzo al bosco. Due post (da Guardia Un intreccio di storia e amicizia e da Cetraro-Tokyo) per l’anima di questo diario: calabrese è uno stato d’animo.
Con il blog continua la mia scoperta personale, professionale, umana per credere in questa terra che, spesso, troppo avara è.