Lavoratore: da autodidatta ad artigiano della pipa calabrese

Nel laboratorio di Dante Lavoratore (foto di Marika Greco)

Movimenti lenti e meticolosi: gesti ripetuti nel tempo che danno ritmo al naturale trascorrere della vita. Una vita per metà in bottega, quella di Dante Lavoratore, ottantenne di Rovito, che da quarant’anni crea pipe artigianali.

Oggi ti racconto la storia di Lavoratore che da autodidatta è diventato famoso artigiano della pipa calabrese. I suoi pezzi unici per fumare il tabacco, sono fatti a mano in radica calabrese. Ed ecco che tra le eccellenze della Calabria, quindi, ci sono le sue pipe di radica a occhio di pernice e fiammata.

Dante Lavoratore, nel suo laboratorio, continua a realizzare pipe di pregio. In lui pulsa la vena dell’artigiano, che tratta con cura la materia grezza; che dalle venature della radica di Erica arborea sa intuire che forma avrà la pipa. Una pipa artigianale, unica nel suo genere, prodotta in Calabria.

La Calabria: terra di artigiani della pipa

Ammissione di colpa: prima di intervistare Dante Lavoratore non sapevo che la Calabria fosse così rinomata nella realizzazione di questi prodotti artigianali di pregio.

Tanto da piazzarla sul podio per la scelta e la commercializzazione delle pipe fatte a mano da intere famiglie calabresi. Da finire nelle scelte del presidente Sandro Pertini (lo ricordi anche tu con la pipa? Sai che l’amato presidente della Repubblica riferì di possedere circa 700 pipe? Grande collezionista!).

Un mestiere tramandato, infatti, in tutta la Calabria, da generazioni. Da padre in figlio.

Lavoratore: da autodidatta ad artigiano della pipa calabrese

Lavoratore: artigiano della pipa calabrese

L’eccellenza (foto di Marika Greco)

«Mio nonno fumava la pipa. Mi è rimasta sempre impressa questa immagine. Per un po’ di anni, però, ho continuato a svolgere il mio mestiere nell’edilizia. Tuttavia, il richiamo era sempre lì. Quasi a dirmi, dunque, di cercare. Di mettere, poi, mano nella terra dei boschi della Sila per trovare la radica di Erica arborea».

Dante Lavoratore è dall’altra parte del telefono: è appena rientrato a casa dal suo laboratorio, un piano sotto il suo appartamento a Rovito. Ha il tono della voce pacato, che vibra quando ripercorre le tappe del suo mestiere: a differenza di altri, non ha avuto il passaggio di testimoni.

Dai libri alla creazione della pipa in radica

«Ho cominciato a leggere dei libri sulla tecnica per realizzare questi accessori di pregio, a documentarmi. Mi sono messo alla prova. Ogni movimento andava ben calibrato, sempre con il rispetto verso la materia grezza, per la radica. Creare una pipa, infatti, non è semplice. Come tutte le cose, però, se ci metti passione e dedizione, saprai cogliere il bello del tuo agire», mi racconta.

Una buona pipa? Tutto nasce dalla radica di Erica arborea

In foto Dante Lavoratore: da autodidatta ad artigiano della pipa calabrese

Occhio attento (foto di Marika Greco)

Anche con lui dovevamo vederci nel suo laboratorio di Rovito, borgo della Presila cosentina, che vanta una tradizione di pipai. Tuttavia, questa quarantena da Coronavirus mi ha impedito di sentire il profumo dei trucioli, di ammirare la collezione di oltre mille pipe artigianali, create da Dante.

Sin dalle prime parole questo ottantenne artigiano calabrese mi fa capire un passaggio fondamentale: per realizzare una buona pipa, bisogna saper, infatti, conoscere accuratamente la radica di Erica arborea. Si tratta della protuberanza, il cosiddetto “ciocco”. Seguono, poi, tutte le varie lavorazioni: tutte, comunque, fatte a mano.

Agli inizi degli anni Ottanta

Ha aperto la sua bottega agli inizi degli anni Ottanta. Per più di un decennio, Dante Lavoratore l’ha tenuta spalancata, accogliendo con calore chi apprezza il suo sapiente lavoro.

Adesso, il mestiere ha lasciato il posto all’hobby. Comunque, ogni tanto vanno a trovarlo estimatori di pipe artigianali made in Calabria. E questo signore con la barba, con gli occhi, incorniciati da piccole rughe, che sorridono e riempiono il cuore, spalanca le braccia. E racconta la sua vita.

Sandro Pertini, Luciano Lama e i consigli di Domenico Grenci

Pipe artigianali di Lavoratore usate anche da Pertini

Sandro Pertini

In tutti questi anni, le pipe artigianali di radica calabrese di Dante Lavoratore sono state acquistate da ambasciatori, politici ed estimatori italiani e esteri.

Dalla Calabria al resto del mondo. Pensa: hanno fumato le sue pipe il presidente Sandro Pertini e il sindacalista partigiano Luciano Lama, per citarne alcuni.

«Ho incontrato Domenico Grenci: è stato gentile con me. Sì, perché mi ha dato dei consigli e ne ho fatto tesoro. Credo, infatti, che bisogna dar merito a chi condivide i segreti della sua arte, nel ricordarne la bellezza di parole donate», racconta Dante.

Come nasce una pipa artigianale? In Presila l’Erica migliore

La collezione di pipe dell'artigiano calabrese Lavoratore

Collezione (foto di Marika Greco)

Dalla radice dell’Erica arborea, quella che in Calabria si usa per fare gli scopini. «Quando ero giovane, andavo nei boschi a cercare la migliore. Tutto inizia da lì. La ricerca deve tendere alla perfezione, spingendosi sull’altura. Nella Presila c’è la migliore radica che esista», precisa questo artigiano calabrese.

Ogni “ciocco” ha una sua vita. L’occhio, poi, osserva le venature e i nodi del legno. Una volta individuata la forma, Lavoratore usa, quindi, una matita per tracciare uno schizzo sul “ciocco” per eseguire, quindi, i passaggi successivi.

Il gesto sembra meccanico. Tuttavia, dietro c’è la maestria, l’esperienza che ogni artigiano mette nella sua creazione. C’è la passione, l’emozione nel realizzare, ogni volta, un pezzo unico.

Dal “ciocco” di radica al prodotto finito: 200 operazioni per una pipa artigianale

Lavoratore mostra i passaggi per creare pipa artigianale

Uno dei duecento passaggi (foto di Marika Greco)

«Sai quanti passaggi ci vogliono per fare una pipa? Circa 200, intervallati da fasi, tutte realizzate a mano. Per arrivare, quindi, al prodotto finito. Non riesco a raccontarteli tutti per telefono: staremmo ore. Tuttavia, ti posso dire che il “ciocco” di radica viene tagliato e lavorato. Da questa operazione nascono gli “abbozzi” che, vengono messi in un bollitore di rame a cuocere tra le 12 e le 18 ore».

Questa operazione, mi racconta Dante, serve, infatti, per togliere il tannino. Poi comincia la fase di essiccazione: questi “ciocchi” di radica vengono, infatti, lasciati stagionare per almeno 24 mesi in un luogo asciutto, senza luce. Anche per 36 mesi, come mi fa notare, infatti, questo artigiano di Rovito.

La stagionatura della pipa

Con la stagionatura si formano quelle venature tipiche della radica. Il ciclo lavorativo è complesso, lungo. Tuttavia, in ogni passaggio Dante mette l’emozione e la passione di sempre, per arrivare alla pipa artigianale finita con tanto di timbro.

Nessuna eredità per le pipe di Lavoratore

Lavoratore: una delle sue pipe artigianali

Particolare (foto di Marika Greco)

«I miei figli fanno altro nella vita. La mia eredità nel creare le pipe? Credo andrà dispersa». Il suo tono non è triste: a 80 anni, questo artigiano calabrese sa come vanno le cose nel mondo. È consapevole di tanti aspetti. Mi racconta che qualcuno, all’inizio, era andato nella sua bottega per imparare il mestiere. Per poi abbandonare.

Come accade per tanti artigiani (ricordo ancora le parole dell’ultimo vasaio di Belvedere Marittimo), in questo lavoro certosino ci vuole pazienza. «Per fare una pipa ci sono circa 200 operazioni. I giovani che sono venuti qui, dopo poco se ne sono andati. Ecco, non tutti hanno pazienza. Vogliono tutto e subito. Però, con la pipa artigianale non è così», scandisce Dante Lavoratore.

La Calabria che resiste

Ci vuole passione, mani che modellano e non si stancano, occhi che scrutano e assecondano le forme, per poi togliere il superfluo. Intanto, Dante continua con le sue pipe artigianali, in quel laboratorio dove ogni angolo racconta una vita di emozioni e disciplina. Con l’odore del legno e di una Calabria che resiste.

Nb. Ho scoperto la storia di Dante Lavoratore grazie a un post e a delle fotografie di Marika Greco. Che mi ha gentilmente concesso di usare alcuni dei suoi scatti in questo articolo.

A lei va il mio più sentito grazie: nella piena ottica di ottenove, ossia di condividere il bello che c’è!

2 commenti
  1. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Grazie a te, cara Marika.
    Le tue foto rendono più di ogni parola. Hai saputo catturare lo sguardo di questo uomo di “altri tempi”, come lo hai definito tu, resiliente e gentile.
    Abbracci,
    Ottenove

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *