Luigi Impieri, nei mosaici i colori della mia terra

A Belvedere Marittimo (Cs), il lungomare si trasforma in un’opera d’arte collettiva

«Se rimaniamo isolati non regaliamo nulla alla nostra vita e agli altri. Siamo come ormeggi senza speranza, se non quella di perdere la rotta per non morire di crepacuore. Metti che, invece, tutti ci uniamo per creare qualcosa di importante, capace di tratteggiare la nostra storia, i nostri sentimenti; ognuno con la sua forza vitale, con l’energia, con l’apporto per tutti gli altri. Beh, immagina e poi capirai che fai parte di un mosaico, con tante tessere che trovano il loro posto in una grande opera d’arte che è l’umanità». Parola di Luigi Impieri, artista poliedrico di Belvedere Marittimo (Cs).

Luigi Impieri

Tira un vento forte sul lungomare di Belvedere: una giornata di maggio sembra catapultarci in inverno inoltrato. Il mare increspato. Il cielo con nuvole che paiono scivolare sulla testa, come quelle giostrine con il carillon che cullano le giornate dei neonati. I chicchi di pioggia si conficcano ovunque, ma non scalfiscono le mani né fermano il lavoro di un gruppo di artisti, qui per trasformare il grigio delle aiuole del lungomare in una galleria di colori.

Trencadino

È il quarto anno che questi mosaicisti si ritrovano nel paese della Riviera dei Cedri. In gran parte vengono dall’Emilia Romagna, da Forlì. La stessa città che, tempo fa, ha abbracciato Luigi Impieri, belvederese doc, artista poliedrico che mette la Calabria in ogni sua opera. È uno dei massimi esponenti in Italia, e non solo, del mosaico “trencadìs”. Tecnica che ci riporta al suo ideatore, Antoni Gaudì che ebbe un’intuizione: si narra che, guardando resti di ceramiche e piatti impilati gli uni sugli altri senza alcuna anima, l’artista catalano riuscì a cambiare la loro storia, semplicemente riutilizzandoli.

Artisti di Forlì in Calabria

Dallo scarto a “riscatto”: il “trencadìs” per Impieri, come per gli altri mosaicisti, è una forma per esprimere la vena creativa, qualcosa di unico che trova nei colori, nei pezzi di ceramica rotti casualmente, e poi incollati meticolosamente, la strada per veicolare un messaggio.

Dallo scarto al riscatto

«Siamo un gruppo compatto: professionisti che vogliono dare colore a pareti asettiche. Con noi anche bravi artisti di Belvedere. Un primo mosaico umano che regala emozioni, scoperte, sorrisi ogni giorno. “Tutto il lungomare è d’aMare” è alla quarta edizione. Il filo conduttore è il mare. I disegni che diventeranno mosaici legano storie anche con il “cuore”, inteso come amore per il patrimonio ambientale e naturale, come amore per la comunità, per la diversità», racconta Luigi.

Intrecci di mani

A te non costa nulla. Per me è una fonte di soddisfazione enorme.

Hanno una mascotte: “Trencadino” che sorregge l’abbazia di San Mercuriale, simbolo forlivese, che viene portato in volo e dono ai belvederesi. Sullo sfondo il lungomare, Capo Tirone, palme, e un mare di emozioni.

Tessera dopo tessera

La tecnica di Impieri ha una formula nuova: «Ai mosaici in “trancadìs” aggiungo degli oggetti, convinto che abbiano un’anima. Una passione che non può restare ferma, immobile. Troviamo un posto per loro: quando chi ce li ha donati li guarda in quel contesto, si sente protagonista di un’opera d’arte, di un insieme di sensazioni che trovano la loro armonia».

Particolare

Ha lo sguardo acceso, pieno di curiosità. Pesa le parole, Luigi Impieri, quasi per vederne la giusta collocazione. Non è deformazione professionale, ma attenzione ai particolari, all’inclinazione, a quei messaggi che, plasmati, possono diventare nuovi capitoli di infinite storie. Abbraccia tutti i compaesani che portano ceramiche, altrimenti destinate allo smaltimento; bamboline in terracotta, tazze con stemmi, piatti decorati e tanto altro. I bambini danno una mano a posizionare i pezzi – prima rotti casualmente – con le manine che seguono quelle callose dei grandi.

Immenso

«Il mio è un progetto unico, che spazia per tutta l’Italia, mettendola insieme: amo pensare all’artista capace di legare l’arte all’educazione delle generazioni al gusto del bello, recuperando gli spazi pubblici, specie quelli abbandonati, degradati. Non è il caso del lungomare di Belvedere: qui trasformiamo il grigio delle facciate in aiuole colorate. La Calabria? Viene fuori attraverso tutta la tavolozza cromatica che sa di questa terra. Con l’effetto brillante delle tessere che applichiamo ai bordi. Nei pesci e nelle altre creature marine; nelle lucertole e nelle margherite, entrambi simboli di rinascita».

mosaico trencadìs

Indica l’aiuola con un grande cuore (adottata dall’associazione “Fratello cuore onlus” di Belvedere, presieduta da Franco Cairo). Ci sono gli artisti con la testa china: senza fretta, con lo scalpello e altri attrezzi modellano le tessere. Seguono il disegno tratteggiato con i colori a cera. E le attaccano con la colla. Seguiranno altre fasi, tutte studiate. Altri stanno ultimando mosaici con dei pesci, con le onde, come le emozioni della vita.

Al lavoro sul lungomare

«Che provo quando ritorno qui? Sento l’aria che ho respirato quando sono nato. E mi si riempiono i polmoni e il cuore. Come artista mi piace creare nei luoghi che mi appartengono. Qui sono decisamente a casa».

Mi abbraccia e guardiamo il mare: sta per arrivare un temporale, ma non ce ne curiamo. È già tutto perfetto così.

Cifra stilistica

* “Tutto il lungomare è d’aMare” è patrocinato dall’amministrazione comunale di Belvedere (assessorato alla Cultura e al Turismo). In collaborazione con il circolo locale di “Legambiente”. Sabato pomeriggio, 11 maggio, inaugurazione dei mosaici sul lungomare di Belvedere Marittimo.

** Partecipano al progetto gli artisti: Anna Agati, Ivelis Ravaioli, Silvia Pedaci, Zino Tamburrino, Miro Nannini, Franco Gianelli “Grota”, Gianluigi Arena, Armando Inserra, Massimo Freschi, Roberto Cimatti, Franchino Arcuri, Massimo Bertozzi, Nino Di Gangi, Ombretta Amadei.

*** foto gentilmente concesse da Zino Tamburrino.

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