Marianna Cometa: in Calabria ho trovato l’ispirazione con Olladilla

Marianna Cometa nel suo atelier moda Olladilla

Lasciare gli atelier e le sfilate milanesi per ritornare in Calabria non era tra i piani di Marianna Cometa, stilista e founder del brand di accessori moda artigianali Olladilla.

Eppure, gli strani intrecci del destino spesso sembrano cucire nuovi strati di pelle.

Così, la scelta diventa trasformazione e la terra natia, dalla quale ti sei allontanata, ti accoglie per l’inizio della tua avventura.

“Di un progetto, di una sfida, di una passione che raccoglie tutta la mia voglia di innovazione nella moda, che punta sul design sostenibile e sull’economia circolare.

Dove anche da un avanzo di stoffa può nascere una pochette originale fatta con amore”, mi racconta Marianna, ragazza sensibile (ricordi la storia delle mascherine gratis?).

Arrivo davanti l’atelier di Olladilla, nel centro storico di Cetraro.

Ad accogliermi Marianna: frangetta nera che cade sulla fronte, un sorriso smagliante e occhi luminosi.

Su, entriamo!

La sfida: ritornare in Calabria e investire su se stessi

“Ho vissuto per nove anni a Milano. Nella capitale della moda mi sono laureata in progettazione artistica per l’impresa con la specialistica in Fashion design all’Accademia delle Belle Arti di Brera.

Olladilla, pochette rosa-beige artigianale

Olladilla, pochette “hand made”

Lavoravo nelle fashion week, trovando spunti nuovi per questa mia passione. Poi, nel luglio del 2016, qualcosa è cambiato”.

Il racconto di Marianna è scandito sempre da lunghi sorrisi.

Quell’estate si ritrova nella sua Cetraro, con la consapevolezza che Milano era troppo distante per lei.

Olladilla, pochette, vestiti, accessori artigianali

Nell’atelier Olladilla

Una distanza che solo ora riesce a quantificare. Certo è che “avevo perso il mio scopo e sapevo che dovevo inventarmi qualcosa per ritrovarmi”.

Non è stato facile impiantare nuove radici in una terra che sembrava arida.

“Avevo tutto a Milano, gli amici, una vita scandita da ritmi diversi. Però, ora dico grazie a chi quella decisione l’ha presa anche per me. Mi sono reinventata e ora sono felice. Con tante idee in testa”.

L’idea delle borsette realizzate con gli scampoli di tessuto

Olladilla pochette roseÈ certa che c’era un disegno per lei: Marianna ne ha seguito i contorni, spinta dalla voglia di non mollare.

L’ha fatto ritornando all’infanzia, quando in lei già la vena artistica e creativa colorava le giornate.

“Per farmi stare buona, mia zia Maria – la chiama Zietta – mi dava degli scampoli di tessuto d’arredo rilegati con in un libro. Io li sfogliavo, li scrutavo e immaginavo i miei accessori fantastici”.

Cucire il passato con il presente è stato il nodo cruciale di questa avventura: sì, perché Marianna ha pensato che con quegli avanzi di stoffa poteva creare pochette colorate e personalizzate.

Così, si è procurata tanti tessuti e ha cominciato a disegnare, a confezionare a casa accessori moda.

Spesso con l’aiuto della mamma e della nonna, che “lavorano con l’uncinetto in modo incredibile”.

Pezzi unici fatti a mano, con una grande attenzione per i dettagli.

Le pochette classiche: Ofelia, Penelope e le altre

Marianna Cometa pochette fatte a mano

Il suono della macchina da cucire

Come “Le classiche”, un blocco di 10 pochette con ritratti di donne dalla mitologia greca ai giorni nostri che sono andate a ruba.

“Tutti accessori creati con tessuto d’arredo, hand made, arricchite da fiori e da un significato che vuol dare la spinta e l’energia vitale a ogni donna”, mi spiega Marianna.

Iniziato il passaparola, le richieste per gli accessori creati da Marianna sono aumentate, con pochette personalizzate per ogni occasione, dalle cerimonie al casual.

Il lavoro sartoriale legato alla tradizione e a un originale processo creativo stava dando i suoi frutti.

Era arrivato il momento di investire su se stessi, di dar vita al brand Olladilla.

Cos’è Olladilla: accessori artigianali, unici, sostenibili

pochette fatta a mano con logo Olladilla

Originalità degli accessori

“Per scegliere il nome del mio brand, volevo qualcosa che rispecchiasse me stessa, la mia ironia e le mie origini calabresi, anche se rifuggo da qualsiasi stereotipo e costrizione.

All’improvviso l’illuminazione: Olladilla, l’espressione dialettale che usiamo qui per dire “Eccola”, “Guarda chi c’è”.

Mi è sembrata calzante e ho iniziato a disegnare il logo”.

Intanto, ha continuato la sperimentazione, mixando tessuti con jeans ed eco-pelle.

Curo ogni fase puntando sul locale. Per l’acquisto delle stoffe, fili, nastri e altro mi rivolgo a mercerie calabresi, che seguono processi eco-sostenibili.

Sono convinta che se ci aiutiamo concretamente, riusciremo a vincere contro il pessimismo e la bruttura di questi tempi”, mi confida Marianna.

Per poi spiegarmi la fase creativa, quella più delicata:

“Nella ricerca è come se fossi spinta nel vedere non un classico oggetto, ma qualcosa che posso assemblare, per arricchire.

Lo faccio senza prendere in considerazione i canoni di bellezza dominanti. Animata da questa atmosfera calabrese, da questi continui spunti che ravvivano sempre la mia vena creativa”.

Collaborazioni con altre artiste e la nuova linea t-shirt

Il 13 luglio del 2019 Marianna ha aperto il suo atelier nel centro storico di Cetraro, di fronte la chiesa di san Benedetto.

Era il vecchio alimentari della bisnonna materna, una vedova che, per sfamare i suoi quattro figli, fece sacrifici senza far mai mancare nulla.

Parti di quell’antico alimentari sono adesso mensole che espongono gli accessori Olladilla, come la vetrina e il bancone realizzati, con un attento lavoro di recupero, da Marianna e dal suo compagno.

Collezione IpIp-Ollà

Turdillon, collezione Ip Ip-Ollà

Il riciclo creativo è nella sua anima, nel suo essere, come la forte vocazione alla collaborazione con altre stiliste, artigiane calabresi e non solo.

L’ultima è stata Ip Ip-Ollà, con Ilenia Pasqua, artigiana di Cetraro, che lavora la pasta fimo.

“Una collezione dello scorso Natale. Abbiamo unito il tessuto con decorazioni, con delle sculture legate ai tipici dolci calabresi, come “i turdilli”.

È andata bene, ma i tempi per queste innovazioni, qui, ancora non sono maturi. Certo, non demordiamo”, dice combattiva e sorridente.

Intanto, pensa a una linea d’abbigliamento tutta sua: t-shirt realizzate in cotone biologico con delle grafiche create da lei. Ottimiste, ironiche e allegre.

Olladilla, il progetto sartoriale per donne e ragazze

Olladilla, Papillon fatti a mano

Papillon allegri e originali

In questo periodo di lavoro intenso, chiude tardi la sera per completare gli ordini, specie adesso che si occupa tanto di confezionare mascherine per locali e aziende.

“Vorrei trovare giovani che sappiano cucire e amare questo lavoro. Ma l’artigianato è una sfida quotidiana e molti non credono nei sacrifici senza ricompensa immediata”, mi dice Marianna.

Le sue parole ricordano quelle di tanti artigiani calabresi, come ad esempio Dante Lavoratore e l’ultimo vasaio Pasquale Capano.

“Tuttavia – continua Marianna – cono convinta che si possa fare tanto, come abituare le generazioni al made in Italy, al fatto a mano, all’economia sostenibile. Così, spero di poter avviare un progetto per ragazze e donne che hanno questa manualità, questa abilità, questa passione”.

Una squadra per tenere in vita la tradizione, le varie tecniche di cucito, la sapienza nello scegliere i tessuti e nel creare accessori che superino i cliché. E, perché no, sostenere l’occupazione in Calabria.

Olladilla, accessori e capi d'abbigliamento fatti a mano

Olladilla, hand made

“In questo mondo che mira alla perfezione, il fatto a mano ha sempre qualcosa di non finito.

C’è un elemento unico, irripetibile; una linea diversa agli occhi non esperti potrebbe sembrare imperfezione, ma è il segno della manifattura artigianale.

Di un lavoro bello, entusiasmante, creativo che mi fa dire a me stessa: sì c’è tanto da fare, ma guarda dove puoi arrivare”.

Foto gentilmente concesse da Marianna Cometa, Olladilla.

Ps. Questo articolo non è una sponsorizzata, ma dettato dalla voglia di condividere il bello che c’è in Calabria.

2 commenti
  1. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Wowow,
    il riferimento ai germogli è bellissimo.
    Grazie, Genius.
    Grazie di cuore,
    Abbracci

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