Opificio Calabria: coi cedri e fichi dottati il sogno continua

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Mani che piantano alberi di cedri e di fichi dottati. Dita che raccolgono non solo i frutti della terra, ma anche il sogno di un padre, che supera quel confine tra cielo e terra, per lasciare la traccia più bella in ogni cedro che nasce.

Tra le tante realtà di Santa Maria del Cedro, paese non lontano dal mio noto per la coltivazione e la produzione del cedro di Calabria (la varietà è la liscia diamante), voglio raccontare la bella storia di Francesca Miraglia, Marco Cirelli e Giovanni Marino.

Con loro tutta una famiglia, cuore pulsante dell’Opificio Calabria, per un progetto che coniuga la coltivazione del cedro e dei fichi dottati per produrre tutti i prodotti legati a questi frutti. Arrivando anche in Cina.

E, seguendo le loro parole presto realtà, mi sono immaginata lì sotto le cedriere a fare dei pic-nic tra i profumi e i sapori di questa Calabria.

Vieni con me!

Coltivare cedro calabrese e fichi: affare di famiglia

 

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Cedriera Opificio Calabria

“La scelta del nome non è casuale: opificio è il luogo dove si lavorano le materie prime. Qui produrremo le ricette tradizionali calabresi, con i nostri cedri e i fichi. Vogliamo che la Calabria occupi un posto importante nelle tavole del mondo, perché ne ha tutte le risorse e le possibilità”, mi spiegano Francesca e Marco, due giovani fidanzati che hanno cambiato la loro vita, investendo in un sogno.

Con loro Giovanni Marino, il cognato di Francesca: già lavorava con Angelo, il papà di Francesca, in un agro con tanti alberi di cedro. Per poi continuare quel che aveva creato Angelo quando, purtroppo, è scomparso in un incidente stradale.

“La coltivazione del cedro è un passaggio che stringe le generazioni della nostra famiglia. Mio nonno Francesco aveva delle cedriere. Terre coltivate poi da mio padre, di cui mio cognato Giovanni ha saputo prendersi cura davvero”.

Intrecci di famiglia che ne stringono altri, come le tante mani di grandi e piccini che stanno finendo la raccolta del cedro di Calabria. Le stesse che hanno piantato gli alberi di fichi dottati nel nuovo terreno acquistato tempo fa.

Con Demetra il sogno di Angelo nella mani di Francesca

 

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Francesca raccoglie i cedri

“Quando è scomparso mio padre sono rimasta con mamma e le mie sorelle. Volevo diventare architetto. Davo una mano nell’azienda di famiglia e mi chiedevo cosa fare per realizzare il sogno di papà: creare un laboratorio per coltivare il cedro calabrese e i fichi”.

Tradizione e innovazione potevano stare insieme: così, nel 2020, Francesca e Marco hanno acquistato tre ettari di terreno per la coltivazione del cedro, varietà liscio diamante, e del fico dottato, che si presta a tante deliziose ricette.

All’azienda del padre, si affianca quindi un nuovo terreno: qui tutta la grande famiglia pianta anche gli alberi di fichi. In estate hanno raccolto i primi fichi dottati e stanno facendo delle prove per confetture e altre ricette presto in commercio.

“Abbiamo scelto l’immagine di Demetra e il suo mito per il rispetto profondo verso l’alternarsi delle stagioni, della terra, dei suoi frutti. Nel logo ci sono le iniziali di mio padre che, come Kore per Demetra, torna ogni volta a ricordarci di essere felici, perché abbiamo realizzato il suo sogno, avere la sua forza e rendere fertile la vita”.

Cedriere, ficheti e il laboratorio hi-tech per la produzione

 

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Crucette e altre prelibatezze calabresi con fichi e cedri

Nel terreno Francesca e Marco, con la supervisione mai invadente di Giovanni, hanno piantato anche dei cedri. L’idea? Coltivare e creare dei percorsi degustativi tra i filari, rispettando i ritmi della natura. E, in mezzo a ficheti e cedriere, si potranno fare dei pic-nic, perché “Il futuro ha un sapore antico”, mi dicono.

Mentre tutta la Calabria è alle prese con la campagna olearia (ne sa qualcosa Giuseppe Farinella), Francesca, Marco, Giovanni e l’intera famiglia stanno raccogliendo i cedri. A Santa Maria del Cedro, la raccolta del frutto sacro agli ebrei avviene, di solito, tra la metà di ottobre e tutto il mese di novembre.

“Il laboratorio è uno dei più innovativi della zona. È uno spazio attrezzato per produrre il liquore al cedro, le crocette, confetture di fichi e marmellate di cedro, come anche fichi ricoperti al cioccolato e altre ricette per ore top secret.

L’anno prossimo speriamo di iniziare non solo la produzione ma anche tutti i percorsi degustativi, per un turismo esperienziale su cui crediamo molto”.

Mettere radici in Calabria: un cedro è per sempre

 

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Marco controlla i fichi dottati

È Marco a parlare di Cina: massofisioterapista, per 4 anni ha lavorato lì (ancor prima a Perugia e a Torino) con la squadra di calcio allenata da Ciro Ferrara e con la nazionale cinese di Marcello Lippi. Poi a novembre del 2019 è ritornato in Italia.

“Ho messo le radici. All’inizio è stata difficile: sono stato fuori dalla Calabria per 14 anni. Ma adesso sono certo. So che voglio restare qui con Francesca. Il sogno di suo padre è diventato anche il mio, il nostro. Tanto è vero che posso dire che il mio secondo lavoro adesso è il massofisioterapista, perché mi dedico alla coltivazione del cedro e dei fichi con Francesca e tutta la famiglia”.

Francesca e Marco stanno insieme da tre anni: a unirli è un sogno, un amore grande anche verso la terra. Il cedro e i fichi dottati così sono diventati i veri gioielli di questa storia bella di Calabria, che nasce piantando speranza per raccogliere frutti eterni.

Pensando a chi ha innaffiato la terra anche quando era solo brulla.

Ottenove

N.B. Non è una sponsorizzata. Grazie al fotografo Angelo Benvenuto per aver concesso le foto!

 

4 commenti
  1. Giovanni
    Giovanni dice:

    In tutto il racconto è nel viso dei componenti c’è il sorriso e la gioia di un Angelo, di nome e di fatto.
    Sono rimasto veramente colpito ed entusiasta del cammino che avete intrapreso, un grosso abbraccio a tutti ed infinite cose belle.

  2. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Sì, Marco,
    s’impegnano e fanno davvero un bel lavoro.
    Grazie a te e benvenuto su ottenove.
    Abbracci,
    Alessia

  3. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Ciao Giovanni,
    non conoscevo Angelo, ma dalle parole di Francesca ho intuito la grande persona che era.
    Ha lasciato una grande eredità morale: non solo cedri.
    Con un sogno che questi ragazzi realizzano. Ed è una bella storia di Calabria.
    Grazie per le tue belle parole.
    Infinite cose belle anche a te,
    Alessia

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