Dipingo le bellezze della mia Calabria, mi racconta Pietro De Seta. Scopriamo insieme quanto è importante l’ispirazione nell’opera del pittore cetrarese.

Impari, con il tempo, che per ammirare un quadro non bisogna stare con gli occhi appiccicati alla tela. Meglio, infatti, qualche passo indietro per la giusta distanza che crea un ponte: altri passi e ti ritrovi dentro quel mondo, fino a incanalarne energia, bellezza, appagamento, benessere.

Una sensazione che, ti garantisco, puoi assaporare davanti a un dipinto di Pietro De Seta, pittore nato a Cetraro, cittadina che costeggia la meravigliosa costa tirrenica cosentina.

Pietro De Seta, dipingo le bellezze della mia Calabria

De Seta è uno degli artisti calabresi più noti in Italia e all’estero. Collabora con associazioni, produzioni teatrali, cinematografiche e performance artistiche lungo tutto lo Stivale.

Ha esposto le sue opere nelle mostre di tutto il mondo, da San Paolo (Brasile) a Mosca (Russia), da Zurigo (Svizzera) fino a Siviglia (Spagna). Nelle collezioni dei musei pubblici di Venegono Superiore (Varese), Taverna (Catanzaro) e Lampedusa (Agrigento) compaiono i suoi dipinti, molti anche in collezioni private.

De Seta, street performance

Pietro De Seta, dipingo le bellezze della mia Calabria, street performance

Ogni volta, è un ritorno

Non sta un attimo fermo, Pietro, curioso, com’è, di immergersi nella realtà e di tramutarla in colori nuovi, caldi come la Calabria, il Sud. Sì, perché ogni volta che prende i pennelli, posiziona la tela, sceglie le tonalità da usare, è come se facesse un viaggio alle origini, al suo paese natio, con pescatori che tirano in secca le barche, sbrogliano le reti, tra la salsedine e il rumore del mare, mentre tutto intorno è silenzio.

E poi le torri costiere, uno dei patrimoni storico-culturali della Calabria, che De Seta dipinge, infatti. sempre in modo diverso, quasi a dare a quelle pietre, incastonate da secoli tra il verde degli alberi secolari di sughero e mirto, il blu del mare e del cielo, la capacità di comunicare con un linguaggio che si rinnova e produce bellezza.

La poesia cromatica

«Il mio corpo fa da filtro. Elimino le brutture. I rossi, gli arancioni, gli azzurri diventano forza cromatica; è come un orologio che non si ferma mai, in un costante dialogo tra artista e soggetto», racconta Pietro.

Vive a Milano da anni, ormai, per lavoro: insegna Arte e immagine in una scuola della provincia lombarda.

La mattina presto dipinge, ma non si allontana dalla tavolozza neanche di notte. Quando, infatti, tutti dormono e la città prende, così, un sospiro lasciando spazio ai nottambuli e ai sognatori, Pietro De Seta trova il suo collante con quel mondo interiore, con la Calabria, che poi tramuta in poesia cromatica, evocativa e spirituale.

De Seta, frammenti di pesca

De Seta, frammenti di pesca

A te non costa nulla. Per me è una fonte di soddisfazione enorme.

L’arte come esistenza

«L’arte è un po’ tutta la mia esistenza, è puro sentimento, emozione che si trasforma attraverso la mia anima in linee, colori e forme. È puro spirito; è realtà e irrealtà nello stesso tempo. Quando dipingo cerco di non rappresentare le cose sono, come si può fare l’obiettivo della macchina fotografica, bensì quello che sento dentro di me». Pietro è entusiasta. Sorridente. Allegro. Anche se al telefono, sembra di vedere quello sguardo che si illumina quando parla della sua Cetraro, suggestiva località della Riviera dei Cedri, tra mare, cielo e colline.

La sua Calabria nei quadri

Il suo paese natio finisce nel suo tesoro del cuore, con tanti elementi tenuti assieme dall’amore per la sua terra. Tracce che, infatti, si ritrovano nei suoi dipinti, specie nei doppi quadri: qui, un’immagine statica si trasforma, negli occhi dell’osservatore, in movimento. In un cromatismo che guida, quindi, lo sguardo a contemplare il tutto, partendo dal primo quadro per poi essere trascinati nel secondo. E viceversa, in un dialogo continuo, suggestivo tra interno ed esterno. A guidarlo la luce che cambia, donando sempre nuovi e ricchi impulsi.

De Seta, performance Festival del Cedro

De Seta, performance Festival del Cedro

Un movimento che anima anche i reticolati (nati da uno studio del pittore olandese Piet Mondrian), con flash di paesaggi costieri, e non solo, che finiscono nelle linee geometriche, tra il rosso, il giallo e l’azzurro, quasi a creare una lente d’ingrandimento che scava in profondità.

De Seta, Flamenco

De Seta, Flamenco

De Seta: l’arte evoca gioia

«La chiarezza e la limpidezza nell’espressione, il ritmo e l’intonazione dei colori come uno spartito musicale, dettato tutto dal sentimento e dell’originalità, sono i punti cardini della mia pittura. Per me l’arte evoca gioia», racconta Pietro.

Fa una piccola pausa e torna indietro nel tempo, a quell’incontro con la sua vena artistica che gli ha cambiato la vita.

Riannoda i fili della memoria, fino a ritrovarsi a 8 anni in viaggio su un treno (altra sua passione).

Direzione: San Fili, paese dell’entroterra cosentino.

Missione: abbracciare i nonni materni e ricaricare la gioia del contatto, degli abbracci, delle storie narrate.

I ricordi in arte

«Mi mettevo sul tavolino delle vecchie vetture in legno. Su di un foglio a quadretti di un vecchio quaderno di matematica iniziavo a disegnare: già avevo la cura maniacale e un’attenzione per il paesaggio. Adoravo disegnare i paesini che incontravo lungo la tratta ferroviaria da Cetraro a Paola, per poi riprendere la vecchia Paola-Cosenza», ricorda l’artista calabrese. Il passaggio alla pittura fu inevitabile, ma balsamo di quell’amore, di quella dedizione, fu instillato dal suo professore delle Medie, Emilio Apreda, che ringrazia in ogni occasione. Perché i sorrisi del cuore vanno condivisi. Sempre. 

De Seta, Il viaggio (doppio quadro)

De Seta, Il viaggio (doppio quadro)

*Foto concesse da Pietro De Seta

9 commenti
  1. santina verta
    santina verta dice:

    Guardo affascinata dai colori che Pietro De Seta sa captare con maestria così rispondente alla Bellezza che cerchiamodi trattenere negli incanti di mare, è come essere trasportati sui nostri ponti di sguardi.Mai lontani dal mormorio del Mare, un quadro, una fotografia, un video riescono a placare le arsure della lontananza. Un’illusione, si, ma benefica! Grazie Alessia.Facci sognare ancora!!

  2. Maria Alessia Ranieri
    Maria Alessia Ranieri dice:

    Che grande maestro… in tutto!!! Qualunque cosa decidi di immortalare, regali emozioni autentiche a chiunque sofferma lo sguardo sui tuoi meravigliosi dipinti… quando guardo il nostro mare visto coi tuoi occhi, stupore e ammirazione sono assicurati❤️ avere un tuo quadro in casa è come avere una finestra sul mare ❤️

  3. Salvatore Metallo
    Salvatore Metallo dice:

    Il doppio quadro rappresenta la nostra terra : forte, aspro ma pieno di bellezza e di vita con quelle nubi che sembrano muoversi sotto il soffiare del vento. Io vivo altrove ma nel dipinto ho trovato tutte le nostalgie.

  4. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    giusta e bella osservazione.
    Ti aspettiamo in Calabria.
    Nel frattempo, se vuoi leggi gli altri articoli del blog.
    Ci sono i colori di questa terra.
    Abbracci
    Ottenove

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