Presepe Amigurumi di Pupetta Greco: Calabria all’uncinetto

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Sulla strada dei ricordi c’è un sentiero grande che porta sulla via di casa. Vicino c’è una piazza. Dentro un universo che, di giorno e di notte, racconta legami di famiglia, storie di paese, usanze e tradizioni. Tutto, nel grande presepe Amigurumi realizzato a mano da Pupetta Greco, è un’esplosione di voci e aneddoti attutiti dal tempo.

Un meraviglioso caleidoscopio per ammirare l’infanzia trascorsa a Mandatoriccio da questa artigiana, che con le catenelle vuole condividere il suo piccolo, grande mondo di ricordi.

Così dalla sua memoria prendono forma tutti i personaggi del suo vicinato: ogni espressione del viso, riprodotta fedelmente, è lì a riannodare i fili di una Calabria che resiste nel tempo. Il presepe all’uncinetto di Pupetta Greco è, infatti, un’opera in continua crescita: splendida, come le storie che s’intrecciano tra loro e che prendono strade sempre nuove da esplorare.

Vieni con me!

In Calabria con l’uncinetto: i racconti del vicinato

presepe in Amigurumi piazza con persone

È una sera di dicembre. Pupetta Greco è appena tornata da lavoro nella sua casa a Roma. Vive nella capitale da anni ormai, ma il legame con il suo paese natio e con la Calabria non si è mai spezzato. Anzi, nelle sue opere con la tecnica dell’Amigurumi, ci sono tanti spaccati di vita che si animano.

“Da piccolina, mia nonna Serafina nei ritagli di tempo lavorava all’uncinetto vicino al caminetto o sul terrazzo. Catenelle dopo catenelle, realizzava centrini e merletti. Io da sempre curiosa ho cominciato a osservarla e a provare, di nascosto, con l’uncinetto. È stato l’inizio di tutta questa passione, che è anche terapia per me”, racconta Pupetta.

Se prima la mamma la faceva desistere dal lavorare con l’uncinetto – “pensava che togliessi tempo allo studio e alle altre cose importanti” – il padre l’ha invece sempre incoraggiata. “Era un creativo. Realizzava sculture con oggetti di riciclo. Mi ha trasmesso la sua manualità. Un grande dono che poi anche mia madre ha sostenuto fino alla fine”.

Quando sono scomparsi i suoi genitori, Pupetta ha ritrovato nell’uncinetto un modo terapeutico per cercare di elaborare quel lutto. “Volevo fare qualcosa di difficile che mi tenesse impegnata. Del resto lavorare all’uncinetto è sempre stato un modo per rilassarmi. Anni fa mi ha aiutato a non crollare”.

Come fare un presepe con l’Amigurumi a mano libera

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Da sempre affascinata dei presepi, Pupetta decise di farli con l’uncinetto. “Sono andata a vedere sul Web e ho trovato tanto, scoprendo l’Amigurumi. Mi sono iscritta poi a un gruppo su Facebook per imparare la tecnica: una volta a settimana proponevano un personaggio con degli schemi Amigurumi. Ma io aggiungevo sempre qualcosa di nuovo”.

Dopo aver imparato la tecnica e i punti base, Pupetta ha cominciato a fare ogni cosa con l’Amigurumi a mano libera. “Dà libertà alla mia creatività”, chiosa con voce sempre delicata. Così, 5 anni fa ha realizzato il presepe con 60 personaggi. Con l’intento di riprodurre usi e tradizioni del territorio calabrese e, in particolare, di Mandatoriccio, dove ritorna appena può.

“Avevo aggiunto qualche casetta, insieme al castello di Mandatoriccio e casa mia. Gli aneddoti e le fotografie mi hanno aiutato a fare questo presepe con l’Amigurumi senza schemi. Metto in pratica il metodo, ma per la creazione uso la fantasia lavorando a mano libera.

È questo ciò che mi piace di più: creare qualcosa che esce dalla mia mente, dai miei ricordi, dai racconti dei paesani, dalle foto. Come quando si disegna un ritratto a mano libera. Solo che invece della matita uso l’uncinetto con il filo”.

Così, i personaggi tridimensionali che nascono da questa tecnica giapponese e che tanto fa rilassare Pupetta (stessa sensazione avvertita da Gloria Solferino), sono calati nel presepe all’uncinetto di Pupetta, esposto nell’estate del 2018 anche nel castello di Mandatoriccio.

Natale all’uncinetto: la Calabria nel presepe di Pupetta

 

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“Quando scendo in Calabria, allestisco il presepe nella casa dei miei nonni aperta alla comunità. In queste stanze, mia nonna paterna Domenica, insegnava alle giovani l’arte del telaio”.

Pupetta inizia a ottobre a creare casette e personaggi del suo presepe con l’Amigurumi. Nella borsa ha sempre qualche gomitolo e la sua “matita” per intrecciare i fili. A casa, la sera dopo aver trascorso del tempo con la sua bella famiglia, si rannicchia sul divano per rilassarsi con l’uncinetto.

E, nei ritagli di tempo, partecipa al gruppo “Solidarietà al quadrato”, laboratorio di progetti solidali a Roma. Con le altre signore ha realizzato un presepe, che andrà all’asta benefica, esposto nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice.

Intanto il suo presepe calabrese s’ingrandisce sempre più, ricoprendo un grande angolo della casa di Pupetta e di suo marito Paolo.

“Adesso i personaggi sono tantissimi e più piccoli per dare la giusta dimensione rispetto alle abitazioni. Da quando nel mio paese natio non c’è più la casa dei miei vicini, ho pensato che potevo ricostruire man mano nel presepe tutto il mio vicinatoa gliazza. Così da sollecitarne il ricordo di chi ci ha vissuto”.

Le catenelle intrecciano la memoria storica della Calabria

 

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Tutto parte dal suo vicinato attaccato alla piazza di Mandatoriccio. “È come se in questo modo dessi un mio piccolo contributo per far vedere la parte viva di noi”.

La natività è immersa nel mondo di un paese che vive e si nutre. La vita si snoda nell’attimo di chi beve dalla fontana, altri che si affacciano dai balconi con appesi peperoni essiccati o intenti a lavorare, come l’uomo che porta la bombola del gas, a chiacchierare. Non mancano gli animaletti: l’ultimo è l’asinello.

Tutto è passione. “Mi hanno chiesto di fare dei presepi e dei personaggi su commissione. Alcuni li regalo, ma se diventasse un lavoro, a parte la mancanza di tempo per farlo, sento che snaturerei i miei ricordi. Non avrebbe la stessa magia. Come se perdessi quella libertà di riprodurre con l’Amigurumi la realtà e le emozioni a modo mio”, confida questa artigiana.

Insomma, su comando non riesce, non vuole. Teme di frenare la sua ispirazione che trae linfa da più parti, come le vittorie delle Olimpiadi, la visita di Mattarella, le occasioni di tutti i giorni per non perdere il filo della vita.

Alla fine di questo viaggio con Pupetta Greco

 

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I personaggi in Amigurumi del presepe di Pupetta Greco sono in cotone. Mentre le case e gli animali in lana. Ammirare i particolari di questo microcosmo che si illumina è come immergersi in un tempo passato, quello che i paesini calabresi (e non solo) cercano di mantenere in vita. Tra usanze e tradizioni.

Pupetta vive a Roma da molti anni, ma guardando quella stella che fa risplendere di speranza i sogni di ognuno forse si avvererà quello che ha stretto nel cuore. Appena in pensione, spera di tornare a vivere in Calabria e aprire a Mandatoriccio un suo laboratorio tessile.

Proprio come la nonna paterna, che ha insegnato a tante ragazze l’arte sartoriale. Con la stessa arte (l’uncinetto) che ha carpito dalla nonna materna. Lei che in realtà si chiama Serafina Domenica (i nomi delle due nonne), unisce le abilità e i valori che ha ricevuto da queste due donne, per continuare e far prevalere “Pupetta”.

Mi perdo a guardare casette, piazze, uomini e donne, castelli e quartieri realizzati all’uncinetto con l’Amigurumi: a toccarli senti una sensazione di morbidezza, dolci carezze di una terra abituata a toccare spine. Ma poi c’è sempre chi pensa ad avvolgerla di bellezza.

Sereno Natale, Ottenove

6 commenti
  1. Maria
    Maria dice:

    I ❤️ Pupetta. Ha vinto per il fatto che una nonna Serafina fa parte anche della sua storia.
    Ma poi quei ciucciarrelli..? Viene voglia di cominciare a presepiare

  2. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Nonna Serafina, vero!
    In realtà, tu sei un artista e ti ci vedo a lavorare con l’Amigurumi. Dice Pupetta che è rilassante. Io adoro questo presepe e tutta la storia che c’è dietro. Magari sono proprio quei ciucciarrelli (asinelli) che mostrano la cocciutaggine di portare a termine qualcosa di bello. Non credi?
    Abbracci Schatzi e grazie

  3. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Ciao Aurora,
    sì Pupetta è strepitosa.
    Grazie per aver letto questa bella storia di Calabria. Presto ne arrivano altre.
    Buon anno,
    Alessia

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