Smile sand, lo sport senza barriere

Il seme della speranza germoglia anche sulla spiaggia. Scavando tra i granelli bagnati dal mare si trova sempre qualcosa, fino a toccare con le mani l’acqua che alimenta tutto. E spuntano sorrisi che contagiano, creano legami, superano ogni barriera. Perché il cuore, come l’amicizia vera, non conosce ostacoli. Anzi, li supera quando la vita ti mette di fronte a trasformazioni che cambiano l’esistenza. Così, se c’è qualcuno che quella testa l’affonda nella sabbia, altri con le mani e le braccia scavano, non si fermano; si fanno coraggio, per immergersi in quel liquido che scorre sotto e sostiene il tutto. Per giocare, divertirsi e capire di essere “ragazzi fortunati”.

Smile

«Quanto spreco a passare il tempo a lamentarsi di cose inutili. Molti, presi dalla quotidianità, da quel circolo che annichilisce e avvilisce le esistenze, non riescono a comprendere che tutto acquista un peso e un valore diverso davanti a delle situazioni irrimediabili, che all’improvviso hanno modificato l’esistenza. Sì, siamo fortunati». Parola di Luca Presta, centrale della squadra di pallavolo “Tonno Callipo” di Vibo Valentia, e Filippo Perrone, schiacciatore dell’Asd Diamante (CS). Uniti dal volley e dall’amicizia sincera, questi due ragazzi di Belvedere Marittimo (Cs), sono assi portanti di una bella realtà che, sin dal titolo, allarga i cuori: “Smile sand”.

Filippo Perrone e Luca Presta

Immaginate tanti campi da beach volley. Il sole cocente. Le risate. Gli schemi per la ricezione, l’alzata, il muro, la schiacciata. La calura che ti fa chiedere un attimo di pausa per un tuffo in acqua, prima di rientrare nel campetto, riafferrare il pallone colorato e allenarti. Anche se fa caldo. Anche se non sei completamente padrone del tuo corpo. Questo, e tanto altro ancora, è “Smile sand”, un’associazione nata da due anni, che fa del volley lo strumento di inclusione: tra i bambini e i ragazzi che si allenano, tanti vivono condizioni familiari ai margini. Con disagi che vengono quasi nascosti nella sabbia e trasformati in fortezze durante gli allenamenti, le partite, gli abbracci con gli altri. Può capitare che ad allargare i cuori siano poi persone con disabilità, le stesse che, anche solo con gli sguardi, con una battuta, con una leggera pacca sulla spalla, danno la forza. Il sorriso. La gioia. Tutti in campo!

Tutti in campo

A te non costa nulla. Per me è una fonte di soddisfazione enorme.

Il presidente di “Smile sand” è Carmelo Presta, papà di Luca, tra gli allenatori di volley più conosciuti e apprezzati sulla costa tirrenica cosentina e non solo. Tra i soci, oltre a Luca e a Filippo, c’è Rocco Adornetto, anche lui atleta (è portiere in una squadra di calcio). Il cerchio, però, si allarga: nei mesi estivi, su quei campetti ospitati in un lido di Belvedere, ci sono tanti altri professionisti che danno una mano (spesso capita di incontrare compagni di squadra di Luca e altri campioni di serie A di pallavolo). Gli allenamenti iniziano alle 8 di mattina (per gli over 30) e finiscono 12 ore dopo (si va dai 6 ai 20 anni), specie per i piccoli che devono affrontare un match importante. «Faccio da supervisore. Ogni ragazzo ha bisogno del suo tempo, del suo approccio. Con noi professionisti, persone competenti che sanno spronare, risolvere le situazioni. I momenti più belli? Tutti, perché ci arricchiscono», racconta mister Presta.

Luca, mamma Eleonora e papà Carmelo

Immaginate un’esistenza scandita da rituali. Poi all’improvviso qualcosa cambia. Irrimediabilmente. Giorni, settimane, mesi di riabilitazione. Il destino che ti fa guardare un’immagine di te diversa da quella che ricordavi. Parole che non riesci più a pronunciare, mentre dentro sei lo stesso ragazzo pieno di sogni. La delusione. La rabbia. Il riscatto. Tanti sentimenti che mettono in subbuglio anima e cuore. Tanti capitoli che hanno riscritto la vita di Francesco Maritato, un carissimo amico di Luca.

Allenamenti

«Da allora ho cambiato prospettiva. Ma non bastava. Così, durante una cena abbiamo pensato di istituire un’associazione per tutti. Nessuna barriera. Nessun ostacolo. È nata “Smile sand” con oltre 50 iscritti nella scorsa estate. Tutti tesserati, anche i ragazzi con delle disabilità». A sentire parlare Luca Presta, questo gigante buono di 23 anni, capisci che il bello si annida nei cuori forti e sensibili. Così come in Filippo, che gli è accanto.

Sorrisi in spiaggia

Non si danno arie. Anzi, come quei raggi che scaldano la pelle e cullano l’anima, questi due ragazzi, assieme agli altri dell’associazione, hanno ideato “Ability smile”. «È un’iniziativa che vuole abbattere le barriere, specie quelle mentali. Con l’Aias Cetraro, presieduta da Maurizio Arci, si è pensato a questa manifestazione che faccia del volley, e dello sport in generale, un mezzo per avvicinare, per non escludere nessun ragazzo, nessuna ragazza, specie chi ha disabilità, chi ha situazioni familiari difficili. Sul campo, a giugno anche quest’anno sarà una grande festa: ci saranno gli allenamenti, i tuffi a mare e sulla sabbia, i tornei. Ci saranno le partite, i sorrisi, le mani che stringono anche vissuti diversi, ma accomunati dalla voglia di gioire, di sentirsi forti nonostante tutto e tutti», dice Filippo.

Luca, Rocco, Antonio Pettinato, Carmelo, Filippo

«Ho pianto di più per l’ability smile che per la vittoria del campionato nazionale di volley. È una sensazione che non si descrive, ma si vive intensamente», commenta Luca. Un campione di umiltà che trascorre le sue vacanze sui campetti di Belvedere, in mezzo ai ragazzi, a bambini che «mi regalano tantissimo. E io mi sento sempre più fortunato». La sua famiglia è schierata in campo: oltre al padre, danno un valido sostegno anche la mamma Eleonora Lanna (un vulcano di gioia ed entusiasmo) e la sorella Maria Vittoria.

I colori del sorriso

«Nessun sacrificio. Non potrei pensare di trascorrere diversamente l’estate. La mattina facciamo i turni. Tutto è organizzato. Abbiamo una struttura ben oleata», continua Luca. Filippo lo guarda. Sorride. Aspettano che arrivi giugno per l’ability smile: l’intento è quello di coinvolgere altre associazioni e creare rete. «C’è tanto da fare. Specie in inverno. Stiamo cercando una struttura al coperto per continuare con “Smile sand” e ricevere quei sorrisi tutto l’anno. D’estate? Appena finisco di lavorare, vado sui campi da gioco. Ogni giorno è una lezione di vita per me, per tutti noi: abbiamo da imparare da questi ragazzi capaci di apprezzare le piccole cose, di rallegrarsi per ogni traguardo raggiunto», conclude Filippo.

Mani e cuore

Li ascolto. Ogni emozione si amplifica. È come il legnetto che infilzi nella sabbia; lo fai rigirare tra le mani e spingi in profondità. Scendi, vedi il colore dei granelli cambiare. E non ti spaventi, ma ti rallegri. Perché in fondo, che vita sarebbe senza sorrisi?

7 commenti
  1. Dino, Melissa
    Dino, Melissa dice:

    Ciao Alessia, questa storia ci è piaciuta molto perché è un’esperienza diversa dal solito ed offre a tutti la possibilità di partecipare ad una normale attività, a cui però alcuni non potrebbero partecipare senza questo nuovo progetto. Ci piace l’entusiasmo di questi ragazzi e il coraggio di fare qualcosa sul nostro territorio di innovativo e utile.
    -Dino
    -Melissa

  2. Emanuele
    Emanuele dice:

    Iniziativa a dir poco magnifica..non c’è niente di più soddisfacente del vedere l’impegno e la realizzazione dell’abbattimento di barriere sociali e di fortificazione dell’integrazione. Del sano sport può fare qualsiasi cosa😍😍

  3. Filippo
    Filippo dice:

    «Ho pianto di più per l’ability smile che per la vittoria del campionato nazionale di volley. È una sensazione che non si descrive, ma si vive intensamente»
    Le parole di chi ne è uscito campione non solo nello sport ,ma anche nella vita!😍😍

  4. Thomas e Francesco
    Thomas e Francesco dice:

    Molto bella l’iniziativa soprattutto se fatta in una società dove i ragazzi diversamente abili sono soggetti a pregiudizi e molto spesso emarginati perché considerati diversi

  5. Alessia Antonucci
    Alessia Antonucci dice:

    Ciao Thomas e Francesco.
    Fate bene a scrivere di abbattere i pregiudizi.
    Smile sand vi aspetta all’Ability smile.
    Abbracci,
    Alessia

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