Storie, aneddoti, resilienza, speranze: racconterò tutto qui, in ottenove, perché ognuno vuole trovare il meglio che c’è in ogni cosa, in ogni battito.
L’idea di scrivere un blog è venuta da sé. Ci pensavo da un po’. Ho aspettato il momento giusto.

Ottenove è la mia risposta a quei tentennamenti che creano onde vorticose nella mia vita, fino a scoprire il mio angolo di terra: stare qui, in Calabria, è quel che voglio. Trovare un senso è ancora meglio: così è nato ottenove. Titolo strano, lo ammetto. Ancora di più per chi non è calabrese, per chi non hai mai sentito dire “benedica”, per chi non incrocia le dita temendo la jattura, per chi non compie altri gesti scaramantici. Così spesso si dice “ottenove”. Se vi capita di sentirlo, la risposta è una sola: “Fora malucchio” (lontano dal malocchio).

Premere le dita sui tasti del mio Pc è un ritmo allegro che mi dà ossigeno. Aria che entra nei polmoni quando sento e racconto storie belle della Calabria (e non solo), di persone che avevano un’idea e l’hanno realizzata. Di giovani, uomini e donne che non mollano, di territori che rispondono, di terre che offrono. Di bimbi che nei castelli sulla spiaggia mettono anche le pietre per tenere salda la sabbia e le fondamenta dei loro sogni.

Ottenove al Sud; a chi sarà protagonista dei miei racconti, di labirinti verdi in cui si intravede la via d’uscita; alle persone che incontrerò, ai paesi che visiterò, con il sorriso, la mia Moleskine e la mug piena di tisana fumante.

Ottenove alla gente allegra, sana, bella che se ne sta anche agli angoli, con in mano polvere di stelle.